marzo 08, 2014

Festa della donna

Per secoli uomini e donne hanno modellato la loro vita su uno schema ereditato dalla preistoria, l'uomo che procurava il cibo e la donna ad accudire la casa e allevare i figli. Oltre a questa divisione di compiti, esisteva anche quella dei valori, come se da un lato, potesse esserci: forza, sapere e potere decisivo, mentre dall'altra: debolezza, intuizione e accondiscendenza. Eppure anche allora le donne lavoravano, nei campi, nei negozi, nelle attività, ma sempre sotto lo sguardo vigile di un uomo, un pò come fossero sudditi dell'uomo-padrone.
Nello stesso tempo si occupavano della conduzione familiare, con la soddisfazione di aver compiuto il loro dovere: biancheria pulita, casa in ordine, marmellate e coscienza apposto.
All'improvviso tutto cambia. Le donne escono dal guscio in cui fino ad allora erano state relegate, ritrovandosi a guardare al mondo con occhi meravigliati, accorgendosi di possedere anch'esse la competenza necessaria per ambire a ruoli ben diversi, anche se fino ad allora avevano fatto loro credere il contrario.
Affrontando il lavoro con funzioni un tempo riservate agli uomini, le donne iniziarono ad avere coscienza del proprio valore, si accorgono di possedere competenza e intelligenza. L'antica divisione dei doveri e dei diritti nel lavoro ma anche nella vita familiare e civile, così come era stata conosciuta fino ad allora, andava modificata. Questa nuova mentalità ha prodotto un cambiamento, ma non è stato facile cercare di attuarlo, così nacquero conflitti e contraddizioni. Gli uomini, non accettarono volentieri di abbandonare i loro antichi privilegi, mentre le donne, eterne vittime del dovere, per sentirsi all'altezza dei loro padri, dei figli, dei mariti e per realizzare la loro personalità, hanno fatto un dovere anche di ciò che era un diritto.
Lavorare per sentirsi realizzate quindi, ma poi c'è da occuparsi anche della casa, del marito, dei figli, e questo non permette agevolmente di conciliare i vari compiti, con conseguenti disagi. Il lavoro libera, ma in molti casi, rende anche schiavi. Le donne che lavorano, spesso si trovano di fronte ad una scelta, mentre i loro compiti andrebbero facilitati, con orari e creazione di servizi sociali efficienti. Alle donne che non hanno lavorato o interrotto la loro carriera per fronteggiare situazioni drammatiche o semplicemente per crescere i figli, non andrebbe loro negato l'accesso o il rientro ad attività professionali, ma valutata la loro competenza.
Quelle invece che scelgono di rimanere a casa, si rendono conto che tendono ad apparire come sminuite, mentre la loro funzione dovrebbe essere riconosciuta come un mestiere, con i diritti materiali e morali che vi sono connessi. Esse, oltre alle mansioni domestiche, non solo allevano dei bambini, ma anche dei cittadini e quindi futuri membri della società produttiva, spesso si occupano degli anziani di famiglia, e devono risolvere decine di problemi quotidiani, cercando di amministrare nel modo migliore la propria famiglia. Per questo, meritano una sorta di riconoscimento, e perchè no, se ci fosse la possibilità, anche un salario sociale.
Molte donne infine, sono vittime dell'amore, a volte anche della vita, per loro riuscire a reinserirsi nella società non solo lavorativa, è ancora più difficile, per cui andrebbero maggiormente sostenute.
Ed è principalmente a queste ultime che oggi, giornata in cui si celebra la festa della donna, rivolgo il mio incoraggiamento, insieme al mio augurio. Ma voglio ricordare anche le tante donne che in tutto il mondo, per prime hanno combattuto per la nostra emancipazione, e tutte coloro che hanno compiuto qualcosa di nuovo per aiutare quelli che sono venuti dopo di loro. Ma pur riconoscendo i risultati raggiunti, molte cose andrebbero ancora migliorate. Solo quando verremo riconosciute innanzitutto come persone, ancor prima che donne, quando verrà valutata la competenza di ognuno, non in base al sesso ma in base alle singole capacità, senza emarginazioni e nemmeno favoritismi nel giudizio, potremmo dire di aver raggiunto quello che è nostro diritto.
In questa giornata, esibire un rametto di mimosa, simbolo della sensibilità femminile, è comunque voler commemorare le tante donne, che hanno permesso a voi, a noi tutte, di elevare il nostro ruolo nella società e all'interno delle nostre famiglie.

Auguri a tutte le donne
          

marzo 01, 2014

Arte & Artigianato

Pur non essendo in grado di dare una definizione complessiva dell'arte, poichè essa è fatta di forme, suoni, parole, movimenti, raffigurazioni, si può comunque capire quanta importanza abbia nella vita di ciascuno di noi. Basta immaginarsi un mondo in cui non esistano il canto, la musica, la danza, poesie, racconti e opere letterarie, fotografia, lavori teatrali, cinema, sculture, quadri o disegni, solo per citarne alcuni, insomma ogni forma artistica in cui vengano espressi gli impulsi creativi, fondamento di ogni attività.
Sono sicura che nessuno saprebbe immaginarsi un mondo in cui non esista più tutto questo.
Però oggi, viviamo in un mondo in cui le produzioni di massa appaiono vincenti, mentre l'artigianato e l'arte, sembra vivano una crisi senza fine. Sono del parere che l'arte in ogni sua forma, così come l'artigianato, siano dei veri e grandi patrimoni della nostra Terra, per cui dovrebbero essere protetti e sostenuti. Così come dovrebbero essere incoraggiati tutti coloro che vi si avvicinano, perchè continuino nel loro lavoro, testimone di cultura e tradizione, fonte di ricchezza di tutti.
Con la crescita del livello culturale della società, torneranno ad essere apprezzati, l'unicità dei prodotti artistici e artigianali in cui predominano l'attenzione ai dettagli, estro e fantasia oltre alla ricerca dei materiali, insomma quel valore aggiunto che acquisisce qualsiasi oggetto, anche quello più banale, al quale dovremmo dare il giusto riconoscimento.
In un mercato praticamente senza più confini, le nostre tradizioni ma anche le innovazioni, le opere uniche, tipiche proprio dell'artigianato e dell'arte, possono contrastare il rischio di competizione economica, ed è mio parere che sarebbe bene cercare di potenziare il settore, prima che possa ulteriormente marginalizzare.

Sono orgogliosa di aver dato il mio modesto contributo, attraverso la creazione delle grafiche, alla realizzazione del progetto artigianale che sono qui a presentarvi.

Telaio Artigianale DLS Bike









Caratteristiche tecniche

Telaio Road Disk Slooping  (corsa strada con freni disco)

Tubazioni Columbus Genius con tubo obliquo oversize da 34,9 diam. 

Carro posteriore sagomato battuta 135 mm.

Assemblato artigianalmente con tecnologia Silver Fillet Brazing senza congiunzioni

Forcella Columbus

Diametro max copertura ruote 700x28

Questo telaio campione può essere realizzato su misura.

Per maggiori informazioni  dag4985@gmail.com




gennaio 27, 2014

Tempo

L'incontenibile trascorrere delle cose,
astratto, eppur misurabile,
invisibile e inafferrabile
è il tempo.
Scandito dalle ore,
dai minuti e dai secondi,
in quell'incessante susseguirsi
di giorno e notte,
alternarsi di stagioni
e eventi naturali,
mutamenti e costanti,
inarrestabile,
tuttavia,
diversamente percepito.

dicembre 19, 2013

Buon Natale

Il Natale, è la festa in cui si celebra la nascita di nostro Signore Gesù. Il termine festa, di per se stesso, evoca un qualcosa di lieto, allegro, e ci porta a pensare ad un luogo in cui ci si ritrova per stare insieme, in cui ci si riunisce per onorare con spirito gioioso, qualcuno o qualcosa che ci accomuna. Proprio perchè il S. Natale è la festa più importante dell'anno, ognuno di noi, ha il diritto di trascorrerla senza essere immersi nel disorientamento di chi non ha più certezze. Con tutto quello che sta succedendo nel nostro Paese, con tanta gente allo stremo, ad augurare Buon Natale, sembra quasi di prendere in giro coloro che soffrono, che sono costretti a lottare per sopravvivere. Anche se molti non vogliono vedere, nel giorno di Natale, non ci saranno solo le tavole imbandite e la gioia dei commensali dei troppi, che per loro fortuna, non conoscono l'altra faccia della medaglia, e nemmeno vogliono sapere quale sia l'altro volto dell'umanità.
Il Signore Gesù, nostro Dio, è nato proprio per coloro che soffrono, è nato per ridare speranza, per dimostrare a tutti noi, che è dall'amore verso il prossimo che è possibile ripartire.
A Dio, non interessa sapere che tipo di abito indossi, ma cosa c'è nel tuo cuore.
Non ti giudicherà in base al tuo stipendio, ma giudicherà cosa hai fatto per ottenerlo.
Non guarderà il colore della tua pelle o la bellezza del tuo corpo, ma cosa c'è nella tua anima.
Non ti chiederà quale sia il tuo titolo di studio, ma se hai svolto il tuo lavoro al meglio delle tue capacità.
Non vorrà sapere quanti siano i tuoi amici, ma se tu sei stato un buon amico per loro.
Non vorrà sapere quanti o quali luoghi hai visitato, ma se hai aiutato coloro che durante il tuo cammino ti hanno chiesto soccorso.
E sopratutto, Dio non ti chiederà perchè hai impiegato tanto tempo per trovarlo, ma ti accoglierà a braccia aperte.
Senza l'amore, senza considerare l'altro, non come un nemico, un essere inferiore o un estraneo, ma come nostro fratello, non troveremo pace. Per onorare Gesù nostro Dio, per celebrare con il S. Natale la sua nascita, non esiste altro modo che amarci, rispettarci e aiutarci gli uni con gli altri.

" The world is so wrong and so happy Christmas"


dicembre 04, 2013

Aspettando il Natale

L'atmosfera natalizia che si crea ovunque già nei primi giorni del mese di dicembre, ci viene trasmessa attraverso le luci, le vetrine dei negozi allestiti, i mercatini in cui trovare ornamenti per il nostro abete o presepe, che a breve faranno la loro comparsa nelle nostre case. Su tutti gli scaffali dei supermercati, come nel negozio di generi alimentari vicino casa, sono già stati messi in bella mostra i tipici dolci natalizi, e le confezioni create per l'occasione. Al di là del significato di questa festa, che non è certo quello consumistico, ciò che davvero riesce a creare l'atmosfera natalizia, è la musica. Non a caso, nei films è quella che enfatizza una scena, così da coinvolgere maggiormente lo spettatore. Non saprei immaginarmi un film che amo senza le tracce sonore che l'accompagnano, avrebbe sicuramente minor impeto. Lo stesso è per l'atmosfera natalizia.
Questa festa, mi evoca classiche melodie tante volte udite, quelle delle voci bianche dei bambini che intonano cori natalizi, i concerti di musica sinfonica delle grandi orchestre, con gli archi, i violini, gli strumenti a fiato, gli ottoni, gli strumenti a percussione e il pianoforte. Mi fa pensare ai cori Gospel, ma anche ai grandi interpreti della canzone, che celebrano lo spirito natalizio con le famose note del panorama internazionale, in un perfetto connubio di musica e parole. Ma Natale è anche solidarietà, anche se non deve essere una prerogativa puramente natalizia, ma questo è un'altro discorso, in ogni caso risveglia in ognuno di noi, il desiderio di partecipazione. Ed è proprio in questa occasione, che spesso partono anche dalla musica, opere umanitarie, con concerti per la solidarietà, o dischi creati appositamente con la cooperazione di vari artisti, che devolvono il ricavato di quel lavoro, in favore di questa o quella causa.
Si può dire che la musica riesca a riunire un pò tutti, proprio perchè utilizza un linguaggio universale, che ciascuno di noi interpreta in base alla propria sensibilità. Potremmo anche dire che non ha età, pur se alcuni ritmi, modi di cantare o di suonare, sono più facilmente accumulabili ad un epoca rispetto ad un'altra, ma in generale, una buona musica, così come una bella canzone, sono e rimarranno sempre piacevoli da ascoltare.
Spesso vediamo generazioni diverse, unite proprio dalla passione per lo stesso tipo di musica, perchè è quella che da sempre accompagna la nostra vita. Ognuno di noi, associa una canzone specifica o una melodia, ad un momento ben preciso della sua esistenza, riuscendo perfino a ricordare le sensazioni, i sentimenti provati in quel periodo, solo riascoltandone il motivo. Le melodie che riguardano il Natale, non sono da meno, anch'esse riescono a predisporci mentalmente verso la festa più importante dell'anno. Così ben vengano tutte le iniziative che riescono a riunire le persone, con spirito di gioiosa partecipazione, senza dimenticarsi che anche se il Natale viene una volta all'anno, il piacere dello stare insieme, bisogna ricercarlo sempre.  

novembre 19, 2013

Adolescenza

A causa dei recenti avvenimenti, si parla spesso di adolescenti, ma spiegare cosa sia,  non è semplice. Non basta dire che è un periodo della vita, che separa l'infanzia dall'età adulta, e nemmeno si può affibbiare un'etichetta all'adolescente per darne una definizione. L'adolescenza, è un periodo della vita in cui si rimette in questione la propria personalità, e allo stesso tempo, anche il mondo che lo circonda. In altre parole, è il periodo in cui si rivedono le strutture mentali precedenti, in cui tutto viene rimesso in discussione. Per questo, si è sempre detto che è un periodo critico, dal momento che dà una potenziale fragilità e pericolo all'evoluzione della persona. Ma allo stesso tempo, questo è anche il momento in cui tutto può essere recuperato, in cui esiste una rivalutazione per un sano processo evolutivo, quindi una potenziale positiva.
I giovani, all'uscita dall'infanzia, sono portati a porsi degli interrogativi sul mondo, sui problemi, sulla realtà di loro stessi e sulla loro trasformazione. Per conoscere meglio se stessi, devono conoscere la società di cui si preparano a far parte, per cui tutto ciò che ancora ignorano, gli attrae irresistibilmente. Molti, a confronto di tali incognite, si sentono privati della loro sicurezza , fino ad allora avuta dalla tutela dei genitori, anche se poco sopportata. L'adolescente, dunque, ha bisogno dell'adulto, così come ha bisogno di protestare contro di lui per affermarsi. Egli tuttavia, deve sentire che i suoi genitori, lo amano così come è, e come vuole diventare, ed è proprio attraverso l'indignazione che manifesta, che cerca la prova del loro amore. Il termine stesso di obbedienza, basta a farlo irritare, perchè viene considerata cosa da bambini, invece loro sono ben altro. In questo periodo inquieto, è quindi indispensabile la fermezza dei genitori, senza peraltro far sì che i giovani vi possano trovare delle ostilità nei loro confronti. Ciò che l'adolescente vuole, è di sentirsi al pari degli adulti, sentendosi capace di prendere da solo le decisioni che fino ad allora spettavano ai suoi genitori. In verità, tale evoluzione è normale, ed è ciò che ci si augura per loro, ma questa indipendenza potrà compiersi quando, esso sarà in grado di poter supporre il rischio di un qualche problema, saprà valutare, perfino limitarsi. La libertà, non è un regalo, ma è una conquista. Solo quando il giovane non dovrà più affermare la sua indipendenza dagli adulti, potrà viverla come una naturale conseguenza dell'età in cui è giunto. Finchè avrà bisogno di nascondersi, di disobbedire, per una specie di contraddizione per potersi affermare, finchè si sentirà in grado di fare tutto, in una specie di abuso della libertà, correrà il rischio di incorrere verso una dissolutezza senza morale, verso l'ingovernabilità e disordine. E' compito degli adulti limitare gli eccessi di quella falsa libertà, perchè  gli adolescenti non cadano facilmente in quelle deviazioni. Non ci si può aspettare che un ragazzo adotti da solo certi comportamenti, i genitori hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di non sopportare che esso possa mancarvi. Troppa indulgenza  non rende nessun benessere al figlio, perchè incoraggiare o tollerare certi atteggiamenti potrà solo sminuire la loro autorità e distoglierli dai valori essenziali. Ma ci sono alcune cose, che non si possono chiedere ad un adolescente, anche se spesso i genitori sono tentati di farlo. Molti genitori ad esempio, danno troppa importanza al successo negli studi, e sottovalutano tutto il restante comportamento del ragazzo. Ci sono dei genitori, che fin dalla nascita del loro bambino, hanno già scelto per lui un avvenire ben preciso. Possono vedervi il loro naturale successore, pensando di tramandargli ciò che sono riusciti a costruirsi in ambito lavorativo. Così un medico sognerà di vedere il figlio laureato in medicina, per poterlo inserire nel proprio studio medico o di aiutarlo a farsi conoscere in quell'ambiente. Lo stesso vale per qualsiasi altra attività in cui il genitore sia riuscito a ottenere una posizione di prestigio, senza chiedersi quali siano i sogni del figlio, cosa voglia in realtà. In altri casi, vogliono ad ogni costo, fare del loro figlio una persona di successo, orientandoli verso scuole o professioni senza tener conto delle loro effettive capacità o di ciò che desiderano per loro stessi, creando così degli adolescenti, che possono sentirsi inadeguati, non osando accontentarsi di una condizione di normalità. Non si può pretendere che il proprio figlio ottenga un successo ad ogni costo, per sentirsi in parte riscattati dai loro fallimenti, obbligandoli a percorrere una strada che magari  loro stessi avrebbero voluto percorrere, ma che per qualche ragione non hanno potuto intraprendere. Non sta a loro di vendicare non si sa bene quali oppressioni o insuccessi dei loro genitori. Così come è sbagliato, credere di guadagnare qualcosa nel conoscere i segreti del ragazzo, quindi, anche se siete tentati, cari genitori, non leggete i diari dei vostri figli, se non sono loro stessi a permettervi di farlo. Non si tratta di sapere, ma di insegnare e far sapere, che non è la stessa cosa. Piuttosto si deve rispondere ai loro quesiti, senza esigere confidenze, che forse verranno da sole, se essi vorranno.
Alcuni ragazzi, possono trovare conforto nella solitudine, nei silenzi, nei quali si rifugiano, per far chirezza sui loro nuovi sentimenti, spesso confusi, che l'adolescente prova nei confronti del prossimo, che possono essere di affinità o di repulsione. A volte vorrebbe parlare, ha qualcosa da dire, ma l'adulto lo ignora, non lo prende sul serio, così nasce un incomprensione che spesso sfocia nel silenzio. A grandi linee comunque, anche i silenzi fanno parte della sua evoluzione, perchè questo è il momento in cui cerca di orientarsi sul mondo esterno, e deve arricchirsi interiormente. Non appena sarà il momento, riprenderà i contatti familiari o sociali. L'adolescenza, è anche il momento delle amicizie di gioventù, in cui si cerca nell'altro più qualcuno che sia predisposto all'ascolto, un compagno, che un vero e proprio interlocutore. Ma questo, è anche il momento delle "bande" dove si pensa che la quantità, sia più importante della qualità, perchè ci si illude di sentirci più forti, protetti, con tutti gli eccessi che essa comporta. Altri sono più interessati all'esperienza, e facilmente diventano fedeli discepoli di adulti privilegiati, con il rischio di seguire cattivi pastori. In ogni caso, questo è il momento in cui si cerca un modello da seguire per poter sviluppare la crescita dell'individuo, in cui c'è bisogno di stimoli positivi. Ma, come si può pensare che i giovani, riescano a trovare una loro compiutezza, quando, la società sembra incapace di offrire valori morali e modelli necessari alla maturazione, dal momento che essa stessa è inadeguata. Proprio quando la loro sete di autonomia si fa più acuta, la società li priva degli strumenti necessari al loro appagamento. Poi ci si meraviglia che i giovani prolungano le loro esitazioni di scelta o esasperano le manifestazioni della loro originalità giovanile. C'è da temere che molti giovani, sempre più immaturi, in una società che diverrà sempre più cosciente della sua incompiutezza, non riescano a trovare nuove ragioni per evolversi. In conclusione, non si deve dimenticare che durante tutti gli stadi dello sviluppo, quindi anche e sopratutto l'adolescenza, si plasma e si costruisce l'avvenire della vita di ciascun individuo. Dalla loro educazione, dai valori che la società intera e non solo la famiglia, sarà riuscita a trasmettere, dalle discipline essenziali e dalle prospettive future, potranno fiorire adulti intellettualmente, affettivamente, e socialmente responsabili.

novembre 03, 2013

Informazione

Non sono molti gli italiani che oltre a guardare il tg, guardano programmi di attualità e leggono, però esistono anche quelli che vogliono approfondire, forse oggi più di ieri. Non sono nemmeno molti i programmi che vanno incontro alle esigenze del pubblico, programmi in cui ci sia un clima partecipativo che coinvolge la società civile pensante, così come è poca anche la carta stampata in cui si respiri davvero aria di libertà di espressione. La maggior parte dei programmi, che parlano di attualità o di politica, sembrano creati più per far propaganda a questo o quel partito, a creare colpi di scena per intrattenere il pubblico, o a far vedere la bravura del conduttore, se di bravura si tratta,che si gongola davanti la telecamera, come se fosse l'attrazione principale del programma, interrompendo anche gli ospiti che invita, senza nemmeno fargli finire di parlare. Se questa è informazione.
Esiste invece una fascia di popolazione, sempre più ampia, che non si accontenta delle verità formali, ma è alla ricerca di informazioni, di mezzi di comunicazione, ove ci sia qualcuno che fa inchieste o parla di argomenti di pubblica utilità, in cui si infrangono l'incanto della realtà apparente. Troppo spesso coloro che hanno avuto l'ardire di occuparsi di certi argomenti in tali termini, sono stati colpevolizzati o emarginati, perchè troppo scomodi. Se non si vogliono conformare...
Invece ce ne vorrebbero molti di più, di programmi in cui ci sia libertà di espressione, dove poter ragionare con tante teste diverse in un pubblico dibattito, invece che con sondaggi superficiali che non servono a niente e non possono essere veritieri, e ci vorrebbe anche molta più gente che non cerca gloria fine a se stessa, ma che svolge un servizio di pubblica utilità, ove i soldi non siano un fine,ma un mezzo, perchè l'opinione di un qualsiasi cittadino possa essere ascoltata da coloro che fanno le riforme.  

novembre 01, 2013

Una grande illusione

Ho sempre cercato il modo per poter esprimere il mio spirito creativo, anche se non ho mai pensato di essere un talento, o di poter aspirare a chissà quale riconoscimento. L'ho sempre fatto solo perchè sentivo in me questa esigenza. Così ho provato varie forme di espressione artistica, tra cui la scrittura.
Circa due anni fa, mi sono ritrovata a scrivere un libro. All'inizio erano solo parole, poi mano a mano che scrivevo, sono diventate frasi, a quelle frasi se ne sono aggiunte altre, e all'improvviso mi sono accorta che qualcosa, stava nascendo. Ecco come è nato il mio libro.
Non avevo nemmeno mai pensato di provare a sottoporlo a qualche editore, poi per caso lessi di una selezione letteraria su un sito, a cui potevano partecipare gli esordienti. Mi sono detta, perchè no, meglio che lasciarlo in un cassetto. Ho provato, senza aspettarmi nulla.
Da lì a due mesi, mi sono vista recapitare a casa un plico con tanto di intestazione del gruppo editoriale, al quale avevo sottoposto il mio manoscritto. La prima cosa che ho pensato, era che se si erano scomodati a mandarmelo, voleva dire che avevo ottenuto una risposta positiva. Con entusiasmo, mi accingo ad aprire la pesante busta e tra le altre cose, trovo una lettera allegata, che attira la mia attenzione.
Meraviglia delle meraviglie, il gruppo editoriale era stato ben impressionato dalla Mia Opera e la definiva pronta per essere pubblicata.
Non ci potevo credere.
Per tre secondi, ho pensato che potevo realizzare un sogno, vedere pubblicato il mio racconto.
Per tre secondi, sono stata orgogliosa di me stessa.
Per tre secondi, ho pensato che anche se nessuno dei miei familiari si era mai preso la briga di leggerlo, qualcun altro abituato a leggere milioni di scritti, aveva trovato interessante anche il mio racconto.
Tutto questo è durato però solo tre secondi, o forse qualcosa di meno o di più, non sono stata a cronometrare, insomma è durato poco. Poi il mio sguardo si è spostato in basso, in fondo alla pagina, dove c'era scritto che l'accordo di edizione prevedeva che acquistassi un quantitativo di copie, alla modica cifra di € 2.780,00.    C O S A ?
A parte il fatto, che le mie modeste finanze non mi permetterebbero di poter investire una cifra così cospicua, nemmeno se fossi più che certa di aver scritto un capolavoro, ma nella mia ignoranza, non sapevo nemmeno che un editore potesse chiedere all'autore di finanziare il lavoro di stampa, e come dicono loro di promozione dell'opera. Ora, io non sono un'esperta, però qualche dubbio mi è venuto, così ho cercato di informarmi.
Le informazione le ho trovate, eccome se le ho trovate.
Se qualcuno di voi, aspiranti scrittori, siete come me, diciamo un pò inesperti, vi consiglierei di andare a vedere questo sito, prima di firmare un qualsiasi contratto che vi venga proposto, da una qualsiasi delle tante case editrici, più o meno famose.

 http://scrittorincausa.blogspot.it/2011/11/lautore-esordiente.html

Quello che mi resta, è almeno la soddisfazione di sapere che qualcuno ha trovato il mio racconto, degno di essere almeno preso in considerazione, oltre quei famosi tre secondi in cui ho creduto di poter realizzare un sogno.Comunque ciò non mi farà smettere di scrivere, questa è una cosa mia e nessuno potrà portarmela via.