agosto 02, 2013

Dialogo

Con l'invenzione della stampa, si svilupparono le conoscenze e divulgarono notizie, così come furono oltremodo importanti i mezzi audiovisivi. Questa è l'epoca in cui ci sono a disposizione moltissimi mezzi per informarsi, non c'è che l'imbarazzo della scelta, ma è internet che offre l'opportunità di esprimere a ciascuno le proprie idee, opinioni, e interagire con gli altri da qualunque parte del globo. E' un pò come mettersi in piazza se vogliamo, perchè si possono trasmettere le proprie esperienze e confrontarle con quelle altrui in un posto, in cui tutti possono partecipare. Poveri e ricchi, belli e brutti, saggi o meno saggi, con più o meno cultura, non c'è distinzione, bisogna solo aver voglia di capire, di dialogare. Ed è proprio nel dialogo che può nascere la consapevolezza necessaria per compiere scelte che siano davvero libere, poichè il dialogo è ciò che ci porta ad esaminare sia le nostre che le altrui idee e approfondire la conoscenza. Libertà di sapere per essere liberi di scegliere. Internet offre proprio uno spazio in cui ci si può confrontare, in cui spiegare le proprie ragioni, esperienze, condividere il proprio sapere, invece rimango meravigliata e sconcertata nel vedere come poco si utilizzi questo mezzo così potente per cose davvero importanti. Spesso si rimane ognuno nel proprio cantuccio senza possibilità di colloquiare, di confrontarsi con chicchessia. Non c'è più disponibilità al dialogo, se non per cazzeggiare, o cosa ancor più grave, questa voglia di confronto, di sapere, da parte di alcuni, viene trasformata in una lotta in cui si contrastano le tesi altrui a prescindere, senza voler sapere nemmeno le ragioni, in cui l'altro è solo un avversario e non un altro essere umano che valga la pena almeno di ascoltare. Anche quando siamo interessati a parlare con qualcuno non è così semplice. Per prima cosa si cerca disperatamente un aggancio, un punto d'incontro per poter dar vita ad una forma di dialogo da far durare nel tempo, ma finito l'iniziale scambio di frasi, il tutto si conclude così, senza andare oltre, senza approfondire. Ognuno ritorna nel suo cantuccio, magari un pò deluso per quell'occasione mancata, senza nemmeno il coraggio di riprovarci. Dovremmo ritrovare la voglia di osare, di insistere se davvero ci teniamo ad instaurare un colloquio che sia duraturo.

luglio 22, 2013

Perchè nulla cambi

C'è un vecchio detto che dice " passiamo metà della vita a rovinarci la salute e l'altra metà a tentare di curarcela". Questo è quello che sta succedendo nel nostro paese. Anni e anni di incurie, sperperi, ladrocini, privilegi, favoreggiamenti, scelte sbagliate, da parte dello Stato e dei vari governanti, ci hanno portato nelle condizioni in cui siamo oggi. I giovani che sono il futuro della nostra Nazione, per averlo un futuro sono costretti a cercare lavoro all'estero, le nascite sono drasticamente diminuite perchè in questa precarietà, molti non riescono nemmeno a mantenere loro stessi, figuriamoci un figlio. Così, in un futuro nemmeno troppo prossimo, il nostro Paese sarà composto principalmente da anziani e vecchi per i quali, già ora è difficile fare i conti con la quotidianità. Dopo anni di lavoro, sacrifici e contributi pagati allo Stato, si arriva all'età della pensione in cui si spera di godersi un pò di meritato riposo, mentre i più si ritrovano una misera pensione che non è nemmeno sufficiente per la sopravvivenza, ed altri che possono godere di pensioni da capogiro ottenute in base ad una legge sbagliata che non considerava gli anni contributivi e i versamenti, ma l'ultimo stipendio. Così ci sono le cosiddette pensioni d'oro e quelle baby, che le pensioni da fame hanno contribuito a pagare. In pratica, i pensionati con il minimo mensile, invece di godersi i frutti dei loro sacrifici, hanno e stanno partecipando, loro malgrado, a pagare le pensioni più alte. Se questa vi sembra giustizia, io lo chiamerei ladrocinio autorizzato. Non vedo perchè non sia possibile, alla luce di tutto ciò, non fare un adeguamento delle pensioni e far si che ogni cittadino possa trascorrere gli ultimi anni della sua vita in maniera decorosa.Certo, i lor signori che stanno al governo, di tutto questo poco importa, dal momento che loro hanno già assicurata una cospicua pensione, per non parlare di tutti quei privilegi concessi alla folta schiera di parlamentari, ministri, senatori, deputati, dirigenti e burocrati della pubblica amministrazione, che se ne fregano di quei cittadini che nella migliore delle ipotesi, per colpa delle loro scelte sbagliate e incurie, sono costretti a tirare avanti privandosi anche dell'essenziale e nella peggiore, a rovistare nella spazzatura, a fare la fila nelle Caritas per un piatto di minestra e un posto per passare la notte o a vivere di elemosine. Non c'è nemmeno nessuna volontà di eliminare gli sprechi da parte dello Stato, come se ci potessimo permettere di farlo, e se ne guardano bene di privarsi di qualche privilegio, fosse solo per dimostrare al popolo la loro intenzione di abolire ciò che di sbagliato c'è stato e continua ad esserci. Con che coraggio questi signori riescono a camminare a testa alta in mezzo alla gente che chiede giustizia e uguaglianza mentre  loro possono godere di agevolazioni e benefici, con medici, dentisti, centri estetici, palestre, circoli sportivi, saune, per citarne solo alcuni, sempre a loro disposizione, a spese dello Stato, e cioè di noi cittadini, che spesso non riusciamo nemmeno a curarci, altro che massaggi e saune. E di tutto ciò, dovremmo ringraziare coloro che sono stati e sono al governo. Che democrazia è, quella che crea un così ampio divario tra i suoi cittadini, che invece di togliere ai ricchi, affama il suo popolo? Invece di continuare a tartassare le fasce più deboli, ad accanirvi su qualche povero disgraziato che magari non fa qualche scontrino o fattura solo per tirare a campare, occupatevi dei veri evasori, che se volete sapete benissimo quali siano e come trovarli, senza fare gesti eclatanti utili solo a farvi pubblicità e non a risolvere in maniera definitiva la situazione. Le tasse che ogni cittadino sarebbe giusto pagasse, sono eque e sono quelle che permettono a ciascuno di potervi adempiere senza dover sacrificare la propria sopravvivenza e che permettono di poter usufruire di servizi e beni utili alla comunità e non quelle che vanno a favore dei soliti e a rimpinguare ancor di più le tasche di coloro che le hanno già piene. Lo Stato migliore è quello in cui non si riscontra nè un eccesso di ricchezza nè un difetto, una società in cui nessuno è ricchissimo o poverissimo. Quando l'uguaglianza di potere che la ricchezza conferisce viene sconvolta, viene meno questa condizione di armonia. Nelle attuali condizioni, l'unica ripresa che riesco a vedere, è una ripresa per il culo da parte dei nostri governanti che tutto fanno perchè nulla cambi.

luglio 15, 2013

La vita, difficilmente da un'altra opportunità per poter rimediare, almeno in parte, agli errori commessi. Se ti capita l'occasione di poter percorrere di nuovo una strada che ti porta verso le persone a cui tieni, che tu stesso avevi dissipato, con i tuoi sbagli, la prima cosa da fare è ammettere le proprie colpe. Non si può pensare di rimediare e di poter far meglio con un'altra occasione, se non ci rendiamo conto dei nostri stessi errori o non vogliamo farlo perchè ciò ci fa stare in pace con noi stessi. Così potremmo solo commettergli di nuovo sprecando, quella che con molta probabilità, è l'ultima occasione. Cercare le attenuanti o scaricare gli errori su altri, è utile solo a sentirsi meglio con la propria coscienza e non a raggiungere coloro che si ama, perchè non si può perdonare, se colui che ha bisogno di essere perdonato, non vuole ammettere di averne bisogno. Si può anche ricostruire dalle ceneri, ma con una nuova consapevolezza, e non con l'arroganza di chi si crede immune da ogni errore.

luglio 10, 2013

In nome di

Il pensiero, inteso come ragionamento, serve a capire ciò che ci circonda, ed è necessario per poter compiere le giuste scelte, o almeno tentare di farlo. Troppo spesso, le cose fatte senza pensare hanno portato a conseguenze disastrose, ma ci sono cose per le quali è l'istinto che conta o l'amore.
Così come l'artista in generale, che non pensa a compiacere gli altri nelle sue opere, ma esprime quello che sente, perchè la vera arte nasce dall'istinto. E l'istinto, si vede nei tanti atti di coraggio, nelle persone che hanno salvato vite umane, che se si fossero fermate a pensare, a considerare i rischi, forse non gli avrebbero compiuti o quella esitazione sarebbe stata fatale. Così è l'amore, quello vero, non è studiato, ponderato, ma istintivo, viscerale. Anche in un atto di bontà, la maniera in cui viene compiuto, è importante quanto l'atto stesso. Da quello si capisce se ciò che è stato compiuto, è spontaneo o pensato, o addirittura forzato, solo per apparire agli occhi degli altri un benefattore. Troppi sono i cosiddetti credenti o che si ritengono brave persone, che si ricordano di esserlo solo quando sono visti da altri o solo con le parole per dimenticarsi subito dopo di averle pronunciate. Troppi credono di scaricarsi la coscienza andando a messa una volta a settimana o con qualche Ave Maria o Padre Nostro. Troppi credono che sia più importante far sapere dei loro atti di bontà, piuttosto che compiergli in silenzio. Troppi, in nome di una salvezza, sotto le false spoglie di benefattori, si approfittano delle sofferenze per compiacere la loro avidità, mai sazi di ciò che posseggono, inariditi dal potere del denaro, insensibili a ogni sofferenza. Troppi continuano a non voler sentire, a non voler vedere, a non ascoltare certi richiami, perchè non sanno o hanno dimenticato, cosa significa soffrire, o riescono a sentire solo le loro sofferenze e restano insensibili di fronte a quelle degli altri. Come dice il nostro Papa Francesco e Papa Benedetto, prima di lui, molti non sono più capaci di piangere, si sono inariditi esteriormente, e cosa peggiore, interiormente. Solo le lacrime schiudono certi luoghi, e solo quando imparerai a sentire con il tuo cuore, riuscirai a vederli, solo se non rimarrai indifferente di fronte alle sofferenze, potrai dire di essere una brava persona.
In ogni caso, solo tu puoi sapere che tipo di persona sei, gli altri non possono vedere nel profondo del tuo animo e nascondersi non serve, perchè non si può fuggire da noi stessi.



luglio 03, 2013

Cogito, ergo sum

Fare del dubbio di tutto il punto di partenza, fu la grande innovazione di Cartesio. Il fatto di non credere a nessuna cosa prima di averla dimostrata, si intende, non l'assicurazione dataci dal senso comune, ma la dimostrazione incontrovertibile. Spesso invece, c'è la tendenza a credere in qualcosa, solo perchè più persone l'accettano per vero. Con questo non voglio fare riferimento al rapporto, fede-ragione, in cui si può credere alle verità rivelate in virtù della sola fede, come fanno i credenti, o non credere come gli atei. Quello a cui faccio riferimento, è ben altro, cioè l'uniformità mentale, l'abitudine o la pigrizia che porta l'individuo a seguire la massa, senza usare il proprio intelletto. L'amore per la conoscenza è la base di ogni progresso. La natura dell'uomo è quella di pensare, e per essere non ha bisogno di nessun legame, nè dipendere da alcun cosa. Dubitare, sta alla base del pensiero, perchè se io dubito, penso e se penso sono. Cogito, ergo sum.

Discorso sul metodo 
Cartesio

Mia prima regola fu di non accettare per vero nulla
che non riconoscessi chiaramente per tale, di non 
accettare nulla di più di quanto si presentava alla
mia mente in maniera talmente chiara e distinta
da non aver modo alcuno di dubitarne.
La seconda regola fu di dividere ogni problema 
o difficoltà nel maggior numero di parti possibili.
La terza regola fu di cominciare le mie riflessioni
con argomenti che fossero i più semplici e facili da
capire, e di qui salire a poco a poco alla conoscenza
dei più complessi.  
La quarta regola fu di fare enumerazioni talmente
complete e revisioni così generali da essere certo,
di non aver dimenticato nulla.


giugno 23, 2013

L'amore non è un obbligo

Due esseri che si sentono fortemente attratti l'uno verso l'altro, qualunque sia il tipo di attrazione, ricercano implicitamente, degli ideali, pensieri, temi comuni, per poter comunicare. In seguito, sentiranno il bisogno di volersi aiutare scambievolmente, sopratutto sul piano psichico e morale. Un sentimento forte però, non può essere percepito come instabile, così anche la costanza assume un ruolo fondamentale. Si deve poter contare su...potersi confidare a ...poter aver fiducia in...e questo non deve essere però a senso unico, ma reciproco.
Non si deve nemmeno confondere un amore possessivo con quello vero, autentico. In quello possessivo, è temuta la libertà dell'altro, perchè gli esseri liberi, reagiscono a loro modo a loro ritmo, con la loro personalità, senza farsi influenzare. Nell'amore possessivo non ci sono più persone autonome e distinte, ma si vede nell'altro solo un immagine deformata dei nostri desideri, quello che vorremmo che fosse e non ciò che è veramente, cercando addirittura di plasmarlo come vorremmo. Quello vero, autentico, è una scoperta dell'altro che non si cerca di trasformare secondo i nostri gusti, ma viene accettato, proprio nella sua originalità, per ciò che è. In questo tipo di amore, non si rimane accecati da promesse e baci, ma si resta coscienti se pur sensibili a tutto ciò che infastidisce o fa soffrire l'altro.
Ma l'amore vero, non è la prima reazione di quelli che si amano, anzi spesso cercano di chiudersi nell'amore possessivo pensando, di poter controllare l'altro, di tenerlo legato a se. Una delle cose più sbagliate da fare in amore, di sicuro la maniera più veloce per farlo finire. All'autenticità, si giunge progressivamente, solo con la volontà, e non appena abbiamo capito, che l'amore non vuol dire possesso. Sono le cose che si posseggono e non le persone. E' la possibilità di scelta che rende un uomo libero, e se sceglie di stare con te non è perchè è obbligato, da un qualche vincolo, morale, materiale o chissà cosa, ma è perchè lo vuole, questo è il vero amore. Le persone non si possono addomesticare come fossero burattini o marionette, una persona si ama per ciò che è oppure non si ama. L'amore non è un obbligo.

giugno 21, 2013

Come un sol uomo

L'essere umano compì un passo veramente significativo verso la civiltà quando, le popolazioni iniziarono a coltivare le piante e allevare animali. Prima di allora, vi erano solo cacciatori nomadi che si nutrivano di ciò che raccoglievano o cacciavano nei loro pellegrinaggi. La storia dell'uomo civile e dei suoi progressi, è quindi una storia di uomini che vivono insieme. Con la coltivazione della terra, la conservazione delle provviste e un'oculata amministrazione delle riserve, si giunse ad avere cibo in abbondanza così che alcuni membri della comunità, poterono dedicarsi a costruire attrezzi per accrescere la produzione. Con le scoperte e le invenzioni, nacquero anche diversi tipi di artigianato e con essi il commercio.
Gli enormi progressi materiali dell'essere umano da quando, costruì il suo primo utensile di pietra, sono riconoscibili. Le sue capacità di costruire, attrezzare, alimentare le città, fece nascere le civiltà urbane. La sua intelligenza nell' organizzare, lo scambio delle idee e la scrittura, ne hanno potuto potenziare le conoscenze.
Ma di pari passo con le sue facoltà, l'essere umano non ha sviluppato solo il potere di creare.
Dalla scienza nascono tutte le tecnologie più avanzate ma, un conto è la scienza, un conto è l'uso che se ne fa. La scienza scopre ciò che già esiste, la tecnica dirige concretamente le scoperte verso un uso moralmente buono o cattivo, verso ciò che può guarire o uccidere. Così l'energia atomica o altre invenzioni, per se stesse sono un fatto che potremmo definire neutro, ma è il loro utilizzo che porta verso scenari umanistici o distruttivi a seconda dell'uso. Dell'inquinamento, avvelenamento e deterioramento dell'ambiente, l'effetto serra, per non parlare della crescita indiscriminata della tecnologia bellica, sono responsabili, non la scienza e gli scienziati, ma dell'uso che in passato i potenti ne hanno fatto, per i loro scopi egoistici e tornaconto personali. La nostra generazione vive in un mondo interdipendente oltre che progredito e dispone sia per la creazione che per la distruzione, c'è solo da chiedersi come verrà usata questa forza e se sia giusto, che solo coloro che detengono il potere debbano decidere anche della nostra sorte.
Accecati da fanatismi, sete di potere, egoismi, potremmo in un modo o nell'altro prima o poi distruggere la nostra civiltà. Se invece uniamo creativamente le nostre forze in maniera positiva, potremmo cercare di conservare le risorse della terra, aumentare il livello di vita e nutrire milioni di bocche affamate, far crescere insomma la nostra civiltà. La soluzione dei nostri problemi, potrebbe essere nelle mani del popolo ciò nelle nostre, in quelle di ognuno di noi, perchè se è vero che il popolo è sovrano deve avere anche il potere di decidere sulla propria sorte, decidere di dirigere il proprio sapere, le proprie forze come fonte benefica verso una visione umanistica invece che verso una visione apocalittica.
Dal far prevalere l'istinto di creare invece che quello di distruggere dipende l'avvenire dell'essere umano. Da ciò che unisce invece che da ciò che divide si può trarre forza, perchè se uno conta per uno un gruppo compatto, pur nella sua individualità, ha maggiori probabilità di giungere ad uno scopo comune. Quindi, uno non come un singolo ma come un unità, come un corpo unico " come un sol uomo" da una famosa frase di un  ancor più celeberrimo film.

giugno 10, 2013

Solo amore

L'amore è indispensabile per essere felici ma è anche un sentimento in continua evoluzione, con tutte le speranze e i rischi che ciò comporta. L'amore è l'eterno gioco dell'essere umano che cerca il calore di un altro essere umano. Coloro che si amano desiderano una completa fusione fisica e psichica, non possono accontentarsi delle chiacchere, ma desiderano dirsi tutto, mettere per così dire a nudo il proprio essere di fronte all'altro, ma devono anche accettare l'altro per quello che è. Ma l'amore non può vivere sotto una campana di vetro, nasce nel mondo e purtroppo il mondo, lo condiziona. Il problema è questo. L'uomo e la donna che rientrano a casa dal lavoro, non sono più solo un uomo e una donna, ma spesso sono esseri irritati, stanchi, e desiderano solo poter riposare e non pensare. Se uno dei due rimane a casa, attenderà l'altro tutto il giorno con aspettative spesso superiori alla realtà, e rimarrà deluso. Universi incomunicabili, silenzio e televisione. Fornire un linguaggio comune, facilitare il dialogo avviene spesso in condizioni di parità.
Perchè l'amore abbia buon esito, è necessario una comunicazione migliore e accettare di vederlo trasformarsi. Un tempo,l'istituto matrimoniale era ritenuto più importante dell'amore fra la coppia, si poteva restare insieme per dovere, anche senza amore. Oggi tutto è cambiato, ed oserei dire per fortuna, perchè senza l'amore sarebbe solo una cosa squallida e niente potrebbe durare.  


Qué voy a hacerle amor, amada,
no sé como quieren los otros,
no sé come se amaron antes,
yo vivo viendote, y amandote,
naturalmente enamorado.

Pablo Neruda

giugno 03, 2013

Ignoranza

Ogni aura di mistero incute terrore perchè ciò che spaventa maggiormente, è la paura dell'ignoto. Anche il cambiamento è un timore, proprio perchè è una finestra aperta su qualcosa che non conosciamo. Ma se tutto ciò che non è possibile afferrare non lo si può nemmeno controllare, è anche vero che ciò che non siamo capaci di vedere non si può erroneamente pensare di poterlo evitare. Il senso di sicurezza, deriva quindi non dalle forze dell'ignoto, ma dalla conoscenza. Anche una falsa informazione, un rapporto impreciso, ingigantito o sminuito dall'immaginazione o da una propaganda maliziosa, riesce a trasformare quella che era solo un insicurezza in paura, ed anche ciò che viene deliberatamente creato per confondere l'opinione pubblica della maggior parte della gente, fa crescere i timori, perchè non esiste minaccia maggiore da quella creata dall'ignoranza della verità. La verità non appartiene solo a pochi eletti, ma troppo spesso è più facile perpetuare l'ignoranza che voler sapere. Conosci, informati, prima di esprimere qualsiasi giudizio o di prendere una decisione che può pregiudicare la tua vita o quella di altre persone. L'ignoranza non è una scusa.

Un'opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema.
Perchè a essa ci si può sempre appellare contro le pubbliche ingiustizie,
la corruzione, l'indifferenza popolare o gli errori del governo.
Una stampa onesta è lo strumento efficace di un simile appello.

Joseph Pulitzer

maggio 28, 2013

Vivere

Vivere, significa avere anche dei problemi, ed avere dei problemi significa prendere delle decisioni ed accettarne le conseguenze. Bisogna vivere adesso, assumerci le nostre responsabilità ora, affrontare i nostri problemi oggi, perchè non abbiamo nessuna prenotazione sicura sul futuro. Cercare di evitare le difficoltà ed i problemi odierni, significa fidarci di un domani vago e incerto perchè nessuno può garantirci niente e la necessità di risolvere i nostri problemi non diminuirà. Spesso accade che il timore di sbagliare ci porti a rimandare le nostre decisioni così le nostre preoccupazioni crescono e si moltiplicano se non si è capaci di affrontare il problema originale da cui tutti gli altri provengono. Bisognerebbe aver fiducia nelle nostre decisioni e nella possibilità che abbiamo di poterle cambiare senza timore di sbagliare poichè, sbagliare non è una vergogna, basta avere il coraggio di ammetterlo e di affrontarlo, perchè negarlo persino a se stessi, potrebbe compromettere le basi e una futura sicurezza per ulteriori decisioni. Prendere la decisione giusta forse richiede una grande abilità, ma vivere con le conseguenze, anche se errate, e riuscire a rimediarle, richiede un abilità ancora maggiore. Il compito che ci spetta, non è quello di vivere nell'ombra negativa delle nostre passate esperienze, ma di utilizzarle per poterci avvantaggiare nel domani.
Il passato spetta alla memoria, il futuro alla speranza, ma è nel presente che ci assicuriamo il domani.