Due esseri che si sentono fortemente attratti l'uno verso l'altro, qualunque sia il tipo di attrazione, ricercano implicitamente, degli ideali, pensieri, temi comuni, per poter comunicare. In seguito, sentiranno il bisogno di volersi aiutare scambievolmente, sopratutto sul piano psichico e morale. Un sentimento forte però, non può essere percepito come instabile, così anche la costanza assume un ruolo fondamentale. Si deve poter contare su...potersi confidare a ...poter aver fiducia in...e questo non deve essere però a senso unico, ma reciproco.
Non si deve nemmeno confondere un amore possessivo con quello vero, autentico. In quello possessivo, è temuta la libertà dell'altro, perchè gli esseri liberi, reagiscono a loro modo a loro ritmo, con la loro personalità, senza farsi influenzare. Nell'amore possessivo non ci sono più persone autonome e distinte, ma si vede nell'altro solo un immagine deformata dei nostri desideri, quello che vorremmo che fosse e non ciò che è veramente, cercando addirittura di plasmarlo come vorremmo. Quello vero, autentico, è una scoperta dell'altro che non si cerca di trasformare secondo i nostri gusti, ma viene accettato, proprio nella sua originalità, per ciò che è. In questo tipo di amore, non si rimane accecati da promesse e baci, ma si resta coscienti se pur sensibili a tutto ciò che infastidisce o fa soffrire l'altro.
Ma l'amore vero, non è la prima reazione di quelli che si amano, anzi spesso cercano di chiudersi nell'amore possessivo pensando, di poter controllare l'altro, di tenerlo legato a se. Una delle cose più sbagliate da fare in amore, di sicuro la maniera più veloce per farlo finire. All'autenticità, si giunge progressivamente, solo con la volontà, e non appena abbiamo capito, che l'amore non vuol dire possesso. Sono le cose che si posseggono e non le persone. E' la possibilità di scelta che rende un uomo libero, e se sceglie di stare con te non è perchè è obbligato, da un qualche vincolo, morale, materiale o chissà cosa, ma è perchè lo vuole, questo è il vero amore. Le persone non si possono addomesticare come fossero burattini o marionette, una persona si ama per ciò che è oppure non si ama. L'amore non è un obbligo.
Parole e pensieri in libertà.Non solo parole è il mio modo di essere,il mio stile.Benvenuti nel mio blog.
giugno 23, 2013
giugno 21, 2013
Come un sol uomo
L'essere umano compì un passo veramente significativo verso la civiltà quando, le popolazioni iniziarono a coltivare le piante e allevare animali. Prima di allora, vi erano solo cacciatori nomadi che si nutrivano di ciò che raccoglievano o cacciavano nei loro pellegrinaggi. La storia dell'uomo civile e dei suoi progressi, è quindi una storia di uomini che vivono insieme. Con la coltivazione della terra, la conservazione delle provviste e un'oculata amministrazione delle riserve, si giunse ad avere cibo in abbondanza così che alcuni membri della comunità, poterono dedicarsi a costruire attrezzi per accrescere la produzione. Con le scoperte e le invenzioni, nacquero anche diversi tipi di artigianato e con essi il commercio.
Gli enormi progressi materiali dell'essere umano da quando, costruì il suo primo utensile di pietra, sono riconoscibili. Le sue capacità di costruire, attrezzare, alimentare le città, fece nascere le civiltà urbane. La sua intelligenza nell' organizzare, lo scambio delle idee e la scrittura, ne hanno potuto potenziare le conoscenze.
Ma di pari passo con le sue facoltà, l'essere umano non ha sviluppato solo il potere di creare.
Dalla scienza nascono tutte le tecnologie più avanzate ma, un conto è la scienza, un conto è l'uso che se ne fa. La scienza scopre ciò che già esiste, la tecnica dirige concretamente le scoperte verso un uso moralmente buono o cattivo, verso ciò che può guarire o uccidere. Così l'energia atomica o altre invenzioni, per se stesse sono un fatto che potremmo definire neutro, ma è il loro utilizzo che porta verso scenari umanistici o distruttivi a seconda dell'uso. Dell'inquinamento, avvelenamento e deterioramento dell'ambiente, l'effetto serra, per non parlare della crescita indiscriminata della tecnologia bellica, sono responsabili, non la scienza e gli scienziati, ma dell'uso che in passato i potenti ne hanno fatto, per i loro scopi egoistici e tornaconto personali. La nostra generazione vive in un mondo interdipendente oltre che progredito e dispone sia per la creazione che per la distruzione, c'è solo da chiedersi come verrà usata questa forza e se sia giusto, che solo coloro che detengono il potere debbano decidere anche della nostra sorte.
Accecati da fanatismi, sete di potere, egoismi, potremmo in un modo o nell'altro prima o poi distruggere la nostra civiltà. Se invece uniamo creativamente le nostre forze in maniera positiva, potremmo cercare di conservare le risorse della terra, aumentare il livello di vita e nutrire milioni di bocche affamate, far crescere insomma la nostra civiltà. La soluzione dei nostri problemi, potrebbe essere nelle mani del popolo ciò nelle nostre, in quelle di ognuno di noi, perchè se è vero che il popolo è sovrano deve avere anche il potere di decidere sulla propria sorte, decidere di dirigere il proprio sapere, le proprie forze come fonte benefica verso una visione umanistica invece che verso una visione apocalittica.
Dal far prevalere l'istinto di creare invece che quello di distruggere dipende l'avvenire dell'essere umano. Da ciò che unisce invece che da ciò che divide si può trarre forza, perchè se uno conta per uno un gruppo compatto, pur nella sua individualità, ha maggiori probabilità di giungere ad uno scopo comune. Quindi, uno non come un singolo ma come un unità, come un corpo unico " come un sol uomo" da una famosa frase di un ancor più celeberrimo film.
Gli enormi progressi materiali dell'essere umano da quando, costruì il suo primo utensile di pietra, sono riconoscibili. Le sue capacità di costruire, attrezzare, alimentare le città, fece nascere le civiltà urbane. La sua intelligenza nell' organizzare, lo scambio delle idee e la scrittura, ne hanno potuto potenziare le conoscenze.
Ma di pari passo con le sue facoltà, l'essere umano non ha sviluppato solo il potere di creare.
Dalla scienza nascono tutte le tecnologie più avanzate ma, un conto è la scienza, un conto è l'uso che se ne fa. La scienza scopre ciò che già esiste, la tecnica dirige concretamente le scoperte verso un uso moralmente buono o cattivo, verso ciò che può guarire o uccidere. Così l'energia atomica o altre invenzioni, per se stesse sono un fatto che potremmo definire neutro, ma è il loro utilizzo che porta verso scenari umanistici o distruttivi a seconda dell'uso. Dell'inquinamento, avvelenamento e deterioramento dell'ambiente, l'effetto serra, per non parlare della crescita indiscriminata della tecnologia bellica, sono responsabili, non la scienza e gli scienziati, ma dell'uso che in passato i potenti ne hanno fatto, per i loro scopi egoistici e tornaconto personali. La nostra generazione vive in un mondo interdipendente oltre che progredito e dispone sia per la creazione che per la distruzione, c'è solo da chiedersi come verrà usata questa forza e se sia giusto, che solo coloro che detengono il potere debbano decidere anche della nostra sorte.
Accecati da fanatismi, sete di potere, egoismi, potremmo in un modo o nell'altro prima o poi distruggere la nostra civiltà. Se invece uniamo creativamente le nostre forze in maniera positiva, potremmo cercare di conservare le risorse della terra, aumentare il livello di vita e nutrire milioni di bocche affamate, far crescere insomma la nostra civiltà. La soluzione dei nostri problemi, potrebbe essere nelle mani del popolo ciò nelle nostre, in quelle di ognuno di noi, perchè se è vero che il popolo è sovrano deve avere anche il potere di decidere sulla propria sorte, decidere di dirigere il proprio sapere, le proprie forze come fonte benefica verso una visione umanistica invece che verso una visione apocalittica.
Dal far prevalere l'istinto di creare invece che quello di distruggere dipende l'avvenire dell'essere umano. Da ciò che unisce invece che da ciò che divide si può trarre forza, perchè se uno conta per uno un gruppo compatto, pur nella sua individualità, ha maggiori probabilità di giungere ad uno scopo comune. Quindi, uno non come un singolo ma come un unità, come un corpo unico " come un sol uomo" da una famosa frase di un ancor più celeberrimo film.
giugno 10, 2013
Solo amore
L'amore è indispensabile per essere felici ma è anche un sentimento in continua evoluzione, con tutte le speranze e i rischi che ciò comporta. L'amore è l'eterno gioco dell'essere umano che cerca il calore di un altro essere umano. Coloro che si amano desiderano una completa fusione fisica e psichica, non possono accontentarsi delle chiacchere, ma desiderano dirsi tutto, mettere per così dire a nudo il proprio essere di fronte all'altro, ma devono anche accettare l'altro per quello che è. Ma l'amore non può vivere sotto una campana di vetro, nasce nel mondo e purtroppo il mondo, lo condiziona. Il problema è questo. L'uomo e la donna che rientrano a casa dal lavoro, non sono più solo un uomo e una donna, ma spesso sono esseri irritati, stanchi, e desiderano solo poter riposare e non pensare. Se uno dei due rimane a casa, attenderà l'altro tutto il giorno con aspettative spesso superiori alla realtà, e rimarrà deluso. Universi incomunicabili, silenzio e televisione. Fornire un linguaggio comune, facilitare il dialogo avviene spesso in condizioni di parità.
Perchè l'amore abbia buon esito, è necessario una comunicazione migliore e accettare di vederlo trasformarsi. Un tempo,l'istituto matrimoniale era ritenuto più importante dell'amore fra la coppia, si poteva restare insieme per dovere, anche senza amore. Oggi tutto è cambiato, ed oserei dire per fortuna, perchè senza l'amore sarebbe solo una cosa squallida e niente potrebbe durare.
Perchè l'amore abbia buon esito, è necessario una comunicazione migliore e accettare di vederlo trasformarsi. Un tempo,l'istituto matrimoniale era ritenuto più importante dell'amore fra la coppia, si poteva restare insieme per dovere, anche senza amore. Oggi tutto è cambiato, ed oserei dire per fortuna, perchè senza l'amore sarebbe solo una cosa squallida e niente potrebbe durare.
Qué voy a hacerle amor, amada,
no sé como quieren los otros,
no sé come se amaron antes,
yo vivo viendote, y amandote,
naturalmente enamorado.
Pablo Neruda
giugno 03, 2013
Ignoranza
Ogni aura di mistero incute terrore perchè ciò che spaventa maggiormente, è la paura dell'ignoto. Anche il cambiamento è un timore, proprio perchè è una finestra aperta su qualcosa che non conosciamo. Ma se tutto ciò che non è possibile afferrare non lo si può nemmeno controllare, è anche vero che ciò che non siamo capaci di vedere non si può erroneamente pensare di poterlo evitare. Il senso di sicurezza, deriva quindi non dalle forze dell'ignoto, ma dalla conoscenza. Anche una falsa informazione, un rapporto impreciso, ingigantito o sminuito dall'immaginazione o da una propaganda maliziosa, riesce a trasformare quella che era solo un insicurezza in paura, ed anche ciò che viene deliberatamente creato per confondere l'opinione pubblica della maggior parte della gente, fa crescere i timori, perchè non esiste minaccia maggiore da quella creata dall'ignoranza della verità. La verità non appartiene solo a pochi eletti, ma troppo spesso è più facile perpetuare l'ignoranza che voler sapere. Conosci, informati, prima di esprimere qualsiasi giudizio o di prendere una decisione che può pregiudicare la tua vita o quella di altre persone. L'ignoranza non è una scusa.
Un'opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema.
Perchè a essa ci si può sempre appellare contro le pubbliche ingiustizie,
la corruzione, l'indifferenza popolare o gli errori del governo.
Una stampa onesta è lo strumento efficace di un simile appello.
Joseph Pulitzer
maggio 28, 2013
Vivere
Vivere, significa avere anche dei problemi, ed avere dei problemi significa prendere delle decisioni ed accettarne le conseguenze. Bisogna vivere adesso, assumerci le nostre responsabilità ora, affrontare i nostri problemi oggi, perchè non abbiamo nessuna prenotazione sicura sul futuro. Cercare di evitare le difficoltà ed i problemi odierni, significa fidarci di un domani vago e incerto perchè nessuno può garantirci niente e la necessità di risolvere i nostri problemi non diminuirà. Spesso accade che il timore di sbagliare ci porti a rimandare le nostre decisioni così le nostre preoccupazioni crescono e si moltiplicano se non si è capaci di affrontare il problema originale da cui tutti gli altri provengono. Bisognerebbe aver fiducia nelle nostre decisioni e nella possibilità che abbiamo di poterle cambiare senza timore di sbagliare poichè, sbagliare non è una vergogna, basta avere il coraggio di ammetterlo e di affrontarlo, perchè negarlo persino a se stessi, potrebbe compromettere le basi e una futura sicurezza per ulteriori decisioni. Prendere la decisione giusta forse richiede una grande abilità, ma vivere con le conseguenze, anche se errate, e riuscire a rimediarle, richiede un abilità ancora maggiore. Il compito che ci spetta, non è quello di vivere nell'ombra negativa delle nostre passate esperienze, ma di utilizzarle per poterci avvantaggiare nel domani.
Il passato spetta alla memoria, il futuro alla speranza, ma è nel presente che ci assicuriamo il domani.
Il passato spetta alla memoria, il futuro alla speranza, ma è nel presente che ci assicuriamo il domani.
maggio 23, 2013
Sogni
" Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e la nostra breve vita è circondata da un sogno" così diceva Shakespeare.
Considerare la vita come intessuta di sogni è confortante, poichè ci da la speranza di riuscire a realizzare anche nella vita i nostri sogni, ma nello stesso tempo ci illude che le nostre brutte esperienze siano effimere come nei sogni, è quindi in parte verità e in parte illusione.
Il sogno ci serve di sollievo, serve a consolarci dalle disavventure, dai dispiaceri, ma contribuisce anche a rafforzare una visione poco realistica della vita. Nel sogno vigile, cioè a occhi aperti, scegliamo la parte che si preferisce, costruiamo la vicenda a nostro piacimento, diventiamo insomma registi del nostro film sottraendo, quello che è la nostra reale condizione. E' nella nostra avventura onirica che esprimiamo tutto quello che si agita dentro di noi, quello che non riesce a trovare sfogo nella vita vigile o ciò che viene rimosso dalla coscienza, così i sogni non sono altro che sovrapposizioni di conflitti irrisolti, di materiali rimossi, dei nostri motivi di angoscia, che esprimono le ansie, le preoccupazioni già esistenti nella nostra psiche.
Ognuno di noi sogna, anche se non lo ricorda, ed è ciò che ci consente di continuare a riposare poichè, sia che si tratti di un sogno gratificante o meno, questi ha la funzione di sollevarci dall'angoscia, di riconciliarci con la realtà. Può sembrare strano, ma anche i brutti sogni sono importanti. I prodotti della nostra mente, appartengono a un qualcosa che non ha contenuto, così un sogno che fa paura, dà forma a un'angoscia che non ha forma. L'angoscia altro non è che una paura senza oggetto, è il terrore senza nome che ci turba enormemente proprio perchè non è possibile difendersi da qualcosa di indefinito. Il brutto sogno cerca proprio di trasformare qualcosa che ci angoscia in qualcosa che fa solo paura, così da poterci difendere perchè così sappiamo con chi abbiamo a che fare. Ma i sogni esprimono anche i desideri, se non altro servono a indicare la voglia di dialogare con il nostro subconscio o il desiderio di avere una comunicazione più intensa con le persone che amiamo.
Sognare è fondamentale, ma attenzione a non confondere i sogni con la realtà.
Considerare la vita come intessuta di sogni è confortante, poichè ci da la speranza di riuscire a realizzare anche nella vita i nostri sogni, ma nello stesso tempo ci illude che le nostre brutte esperienze siano effimere come nei sogni, è quindi in parte verità e in parte illusione.
Il sogno ci serve di sollievo, serve a consolarci dalle disavventure, dai dispiaceri, ma contribuisce anche a rafforzare una visione poco realistica della vita. Nel sogno vigile, cioè a occhi aperti, scegliamo la parte che si preferisce, costruiamo la vicenda a nostro piacimento, diventiamo insomma registi del nostro film sottraendo, quello che è la nostra reale condizione. E' nella nostra avventura onirica che esprimiamo tutto quello che si agita dentro di noi, quello che non riesce a trovare sfogo nella vita vigile o ciò che viene rimosso dalla coscienza, così i sogni non sono altro che sovrapposizioni di conflitti irrisolti, di materiali rimossi, dei nostri motivi di angoscia, che esprimono le ansie, le preoccupazioni già esistenti nella nostra psiche.
Ognuno di noi sogna, anche se non lo ricorda, ed è ciò che ci consente di continuare a riposare poichè, sia che si tratti di un sogno gratificante o meno, questi ha la funzione di sollevarci dall'angoscia, di riconciliarci con la realtà. Può sembrare strano, ma anche i brutti sogni sono importanti. I prodotti della nostra mente, appartengono a un qualcosa che non ha contenuto, così un sogno che fa paura, dà forma a un'angoscia che non ha forma. L'angoscia altro non è che una paura senza oggetto, è il terrore senza nome che ci turba enormemente proprio perchè non è possibile difendersi da qualcosa di indefinito. Il brutto sogno cerca proprio di trasformare qualcosa che ci angoscia in qualcosa che fa solo paura, così da poterci difendere perchè così sappiamo con chi abbiamo a che fare. Ma i sogni esprimono anche i desideri, se non altro servono a indicare la voglia di dialogare con il nostro subconscio o il desiderio di avere una comunicazione più intensa con le persone che amiamo.
Sognare è fondamentale, ma attenzione a non confondere i sogni con la realtà.
maggio 15, 2013
Dello scrivere
Scrivere, non mi fa solo pensare a penna, matita, inchiostro, carta, a lettere o a libri, ma non meno, a tracce e a segni di altro genere, a scritti della natura sopratutto, e perciò a immagini che nascono indipendenti dall'uomo, senza volontà, ma che al nostro spirito, danno notizia dell'esistenza, che noi possiamo leggere e che diventano oggetto, sia della scienza che delle arti.
Si può scrivere anche senza penna, pennello, carta o pergamena. Scrivono il vento, il mare, il fiume e il ruscello, scrivono gli animali, scrive la terra quando, da qualche parte corruga la fronte. L'albero scrive i ricordi della sua vita nei suoi anelli annuali. Ogni processo naturale può essere sentito da noi come uno scritto, come espressione, poesia. E' questo l'atteggiamento degli spiriti religiosi, dei poeti e anche dei veri scienziati che non cercano, come i violenti di sfruttare e violentare la natura, nè adorano atterriti le sue forze gigantesche, ma vorrebbero contemplare, capire, intendere, amare. Lode a voi, scritti meravigliosi della natura, indicibilmente belli nella vostra innocenza. Nessun pittore ha mai accarezzato la tela in maniera così scherzosa, amorevole, sensibile e delicata come il vento estivo, quando ha il ruzzo di lisciare, di pettinare e scompigliare l'erba ondeggiante, o quando, gioca con nuvolette, che restano sospese, mentre la luce accende, in arcobaleni della durata di un attimo, i loro orli diafani come un sospiro. O quanto, in questi segni, la caducità e la fugacità di ogni gioia e di ogni bellezza, parla al nostro cuore col suo incanto, irreale eppur base di ogni realtà. Ogni scritto, si cancella entro poco o molto tempo. Lo spirito dell'universo legge tutti gli scritti, per noi è bene averne letti alcuni e intuirne il significato, il senso che si sottrae a ogni scritto, e che pure vi è racchiuso, è sempre lo stesso. Si possono scegliere le parole altrimenti o ordinare le frasi in forme diverse, disporre e utilizzare differentemente i colori sulla tavolozza, servirsi della matita dura o di quella morbida, ma da dire non c'è che una cosa sola, quella detta e tentata così spesso, quella eterna.
Dello scrivere e delle scritture
Hermann Hesse
Si può scrivere anche senza penna, pennello, carta o pergamena. Scrivono il vento, il mare, il fiume e il ruscello, scrivono gli animali, scrive la terra quando, da qualche parte corruga la fronte. L'albero scrive i ricordi della sua vita nei suoi anelli annuali. Ogni processo naturale può essere sentito da noi come uno scritto, come espressione, poesia. E' questo l'atteggiamento degli spiriti religiosi, dei poeti e anche dei veri scienziati che non cercano, come i violenti di sfruttare e violentare la natura, nè adorano atterriti le sue forze gigantesche, ma vorrebbero contemplare, capire, intendere, amare. Lode a voi, scritti meravigliosi della natura, indicibilmente belli nella vostra innocenza. Nessun pittore ha mai accarezzato la tela in maniera così scherzosa, amorevole, sensibile e delicata come il vento estivo, quando ha il ruzzo di lisciare, di pettinare e scompigliare l'erba ondeggiante, o quando, gioca con nuvolette, che restano sospese, mentre la luce accende, in arcobaleni della durata di un attimo, i loro orli diafani come un sospiro. O quanto, in questi segni, la caducità e la fugacità di ogni gioia e di ogni bellezza, parla al nostro cuore col suo incanto, irreale eppur base di ogni realtà. Ogni scritto, si cancella entro poco o molto tempo. Lo spirito dell'universo legge tutti gli scritti, per noi è bene averne letti alcuni e intuirne il significato, il senso che si sottrae a ogni scritto, e che pure vi è racchiuso, è sempre lo stesso. Si possono scegliere le parole altrimenti o ordinare le frasi in forme diverse, disporre e utilizzare differentemente i colori sulla tavolozza, servirsi della matita dura o di quella morbida, ma da dire non c'è che una cosa sola, quella detta e tentata così spesso, quella eterna.
Dello scrivere e delle scritture
Hermann Hesse
maggio 04, 2013
Troppo di niente
Nei paesi prosperi, molti cittadini sono pronti a difendere il loro sistema politico contro ogni ideologia contraria poichè esso si identifica con il loro sistema di vita. Nei paesi ove la prosperità venga a mancare, il governo deve prima provare che è in grado di garantire i bisogni fondamentali della popolazione. L'atteggiamento generale verso il governo nei paesi ove povertà e fame sono i problemi più urgenti, non è più quello della ideologia, ma conta chi può risolvere questi problemi esistenziali.
I partiti servono a dare un volto all'opinione pubblica, a far si che si conosca la realtà della vita di tutti i cittadini, ancor più se meno abbienti, perchè il governo possa operare tenendo conto di ogni situazione.
Ogni singolo dramma, chiunque soffra per una cattiva gestione dello stato, non deve essere sottovalutato, ed il governo non può non tener conto che ha a che fare con esseri umani. In certe circostanze, la disperazione fa compiere atti imprevedibili che, pur non essendo in alcuna maniera giustificabili, coloro che gli compiono non sono i soli responsabili. Deve pur esserci un mezzo che faccia delle limitazioni politiche una questione di coscienza.
I partiti servono a dare un volto all'opinione pubblica, a far si che si conosca la realtà della vita di tutti i cittadini, ancor più se meno abbienti, perchè il governo possa operare tenendo conto di ogni situazione.
Ogni singolo dramma, chiunque soffra per una cattiva gestione dello stato, non deve essere sottovalutato, ed il governo non può non tener conto che ha a che fare con esseri umani. In certe circostanze, la disperazione fa compiere atti imprevedibili che, pur non essendo in alcuna maniera giustificabili, coloro che gli compiono non sono i soli responsabili. Deve pur esserci un mezzo che faccia delle limitazioni politiche una questione di coscienza.
Too much of nothing
can make a man feel ill at ease
one man's temper might rise
while the other man's temper might freeze
we cannot mock the soul
oh when there's too much of nothing
no one has control
but when there's too much of nothing
it just makes a fellow mean
Bob Dylan
maggio 02, 2013
Il progresso
Nonostante i tempi in cui viviamo, non si può negare che la nostra sia la civiltà dei consumi o forse sarebbe meglio dire inciviltà. Da una civiltà prima soddisfatta si un sistema di vita semplice, si è trasformata in una società sempre più assillata dal desiderio di beni materiali e condizionata dai contratti e dai mercati. Inoltre per soddisfare la crescente domanda di beni, non è stata considerata una cosa fondamentale, che la terra non è inesauribile. Il futuro dell'umanità dipende da come saremo in grado di preservare il nostro pianeta.
L'essere umano ha preteso di accrescere il suo tenore di vita senza pensare alla disponibilità delle risorse naturali e senza cercare di preservare quello che rimane della vita allo stato selvatico, non solo per la sua bellezza, ma per la sopravvivenza della nostra specie.
Come se tutto fosse illimitato!
Non sazio di questo, non si preoccupa nemmeno dei rifiuti che esso stesso produce oltre a ciò che comportano le sue esagerate richieste.
Cosa dire poi dell'uso indiscriminato dei concimi chimici, dei veleni, senza dimenticare i coloranti sintetici, gli aromatizzanti artificiali, che sicuramente non fanno bene anzi fanno male, e che male.
Con i conservanti, i coloranti e gli esaltatori di sapidità, cercano di dare un aspetto più gradevole a molti cibi e bevande e un gusto che vorrebbe imitare l'originale, che risulta invece non essere nemmeno lontano parente. Per non parlare degli allevamenti di qualsiasi specie, che costringono gli animali a stare in minuscoli spazi, rimpinzati 24 ore su 24, con mangimi di dubbia provenienza e contenuto di scarsa qualità, atto solo a fargli ingrassare velocemente, procedura sollecitata dall'uso di ormoni e antibiotici.
Questa società ha anche cercato di mettere una specie di guinzaglio alla natura, cercando di addomesticarla, senza rispettare i suoi ritmi naturali, il suo corso. Con gli ogm, la forzatura delle colture, abbiamo tutta la verdura in ogni momento, ma non il suo sapore naturale e chissà se conserva tutte le sue proprietà in questo modo. Forse molti non lo ricordano più, i ragazzi di oggi nemmeno sanno di cosa parlo, ma la frutta e la verdura, aveva un'altro sapore o almeno ne aveva uno. Oggi, una fragola o un melone ha lo stesso sapore di una zucca insipida, così come un pomodoro, o un altro tipo di verdura.
E questa è la roba che arriva sulle nostre tavole, la roba con cui ci nutriamo, questo è il prezzo del progresso.
L'essere umano ha preteso di accrescere il suo tenore di vita senza pensare alla disponibilità delle risorse naturali e senza cercare di preservare quello che rimane della vita allo stato selvatico, non solo per la sua bellezza, ma per la sopravvivenza della nostra specie.
Come se tutto fosse illimitato!
Non sazio di questo, non si preoccupa nemmeno dei rifiuti che esso stesso produce oltre a ciò che comportano le sue esagerate richieste.
Cosa dire poi dell'uso indiscriminato dei concimi chimici, dei veleni, senza dimenticare i coloranti sintetici, gli aromatizzanti artificiali, che sicuramente non fanno bene anzi fanno male, e che male.
Con i conservanti, i coloranti e gli esaltatori di sapidità, cercano di dare un aspetto più gradevole a molti cibi e bevande e un gusto che vorrebbe imitare l'originale, che risulta invece non essere nemmeno lontano parente. Per non parlare degli allevamenti di qualsiasi specie, che costringono gli animali a stare in minuscoli spazi, rimpinzati 24 ore su 24, con mangimi di dubbia provenienza e contenuto di scarsa qualità, atto solo a fargli ingrassare velocemente, procedura sollecitata dall'uso di ormoni e antibiotici.
Questa società ha anche cercato di mettere una specie di guinzaglio alla natura, cercando di addomesticarla, senza rispettare i suoi ritmi naturali, il suo corso. Con gli ogm, la forzatura delle colture, abbiamo tutta la verdura in ogni momento, ma non il suo sapore naturale e chissà se conserva tutte le sue proprietà in questo modo. Forse molti non lo ricordano più, i ragazzi di oggi nemmeno sanno di cosa parlo, ma la frutta e la verdura, aveva un'altro sapore o almeno ne aveva uno. Oggi, una fragola o un melone ha lo stesso sapore di una zucca insipida, così come un pomodoro, o un altro tipo di verdura.
E questa è la roba che arriva sulle nostre tavole, la roba con cui ci nutriamo, questo è il prezzo del progresso.
aprile 22, 2013
O Italiani, io vi esorto alle storie, perchè niun popolo più di voi può mostrare nè più calamità da compiangere, nè più errori da evitare, nè più virtù che vi facciano rispettare, nè più grandi anime degne di essere liberate dalla obblivione da chiunque di noi sa che si deve amare e difendere ed onorare la terra che fu nutrice ai nostri padri ed a noi, e che darà pace e memoria alle nostre ceneri. Io vi esorto alle storie, perchè angusta è l'arena degli oratori, e chi ormai può contendervi la poetica palma? Ma nelle storie tutta si spiega la nobiltà dello stile, tutti gli affetti delle virtù, tutto l'incanto della poesia, tutti i precetti della sapienza, tutti i progressi e i benemeriti dell'italiano sapere.
Ugo Foscolo
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