Parole e pensieri in libertà.Non solo parole è il mio modo di essere,il mio stile.Benvenuti nel mio blog.
aprile 27, 2015
I brandizzati
La pubblicità è la maniera in cui i produttori informano potenziali consumatori sull'esistenza di un nuovo prodotto o servizio e sulla sua qualità,ma la pubblicità non è solo quello.E' nota l'importanza del ruolo che la pubblicità svolge nell'economia,specie nel mondo occidentale,essa costituisce uno degli aspetti di maggior rilievo di quella "cultura di massa" che caratterizza lo spirito dei nostri tempi. In realtà,quest'importanza è ancora maggiore di quanto si immagini poichè la pubblicità è per la sua stessa natura una tecnica di persuasione di massa e ricorre a tecniche di grande efficacia destinate a suscitare o accrescere il desiderio di acquistare un certo prodotto o servizio. Il pubblicitario agisce sui sentimenti,gli atteggiamenti,le opinioni e i comportamenti del pubblico sapendo così quale argomento usare per invogliarlo all'acquisto di quel servizio o prodotto specifico che non necessariamente corrisponde alla principale qualità del prodotto o alla sua reale utilità. Dunque la pubblicità,pur essendo alimentata dalla cultura di massa,contribuisce a sua volta alla sua formazione.Si capisce quindi quanto può essere deleterio un messaggio sbagliato.Ovviamente la pubblicità,che si voglia o no,influenza il modo di spendere il nostro denaro,ed è implicito che gli acquirenti di questo o quel prodotto o servizio,pagheranno nel prezzo dello stesso anche il costo sostenuto per la sua pubblicità.Dal punto di vista del produttore,la pubblicità è essenziale per la concorrenza,senza una campagna pubblicitaria un nuovo prodotto o un azienda,avranno poca probabilità di farsi conoscere.Una piccola azienda o un artigiano si troveranno però in una posizione di svantaggio rispetto a quelle che posseggono più capitali da investire in una campagna pubblicitaria,ma ciò non vuol dire che il loro prodotto o servizio sia inferiore agli altri,anzi spesso è il contrario.Considerando che è la pubblicità a dar fascino a un prodotto,per il produttore o azienda che sia,è spesso più fruttuoso persuadere i potenziali clienti che il proprio prodotto è più conveniente o migliore degli altri,che produrre effettivamente un prodotto con tali requisiti. Dal punto di vista del consumatore quindi è lecito chiedersi se la pubblicità utilizzata per contrastare la concorrenza sia davvero basata sulla effettiva differenza di qualità tra prodotti rivali. Quanti di noi sono effettivamente in grado di scegliere senza farsi condizionare da un marchio o un nome conosciuto,e quanti sono così informati da sapere davvero cosa comprano e quale sia il suo reale valore? Bisogna riconoscere che un prodotto viene sempre meno acquistato per le sue qualità obiettive perchè al momento della scelta intervengono fattori che non hanno alcun rapporto con le reali qualità del prodotto acquistato. Troppo spesso è più importante chi lo fa invece di come lo fa,in pratica non è l'oggetto che acquistiamo ma il nome o il brand,come si usa dire oggi.Un marchio famoso può anche darci una certa sicurezza in termini di qualità,nessun produttore conosciuto rischierebbe di declassare il proprio brand con dei prodotti di scarsa qualità,ma spesso dietro il famoso brand c'è una meno famosa azienda o artigiano che che li produce per loro,lo stesso artigiano o azienda che magari ha pure tentato a immettersi nel mercato con i suoi prodotti di ottima qualità,ma senza un brand famoso non è riuscito a integrarsi.Stesso prodotto,stessa qualità,magari a un prezzo più adeguato,ma senza un marchio conosciuto,sembra che molti non siano nemmeno in grado di scegliere.Allora mi verrebbe da chiedervi,cos'è che comprate,il brand o l'oggetto in quanto tale,ma più che altro,siete sicuri che il prezzo di quel prodotto corrisponda alle sue reali qualità? Molti sono disposti a spendere cifre esorbitanti senza pensarci troppo quando si tratta di acquistare prodotti brandizzati,ma quando si trovano di fronte a beni prodotti da piccole aziende o artigiani che producono pezzi unici,pensano subito al risparmio,perchè non sanno capirne il valore. L'hand made,o meglio il fatto a mano italiano,viene molto di più apprezzato e ricercato all'estero che in Italia,ma il vero italy hand made,quello davvero prodotto in Italia con materie prime italiane, perchè nel caso ci sia ancora qualcuno che non lo sa,per legge basta che l'ultima fase della lavorazione sia fatta in Italia per poter applicare il marchio made in Italy,alla faccia della tutela dei nostri migliori prodotti.Gli italiani invece si lasciano affascinare dai marchi stranieri,da quei prodotti che magari sono pure fatti in casa nostra e brandizzati all'estero. Gli stranieri lo sanno che in Italia ci sono piccole aziende e artigiani che lavorano bene,non sono mica stupidi...loro.In compenso,in Italia ci siamo fatti inondare da schifezze,che tutti sappiamo da dove provengono.Prodotti provenienti da paesi in cui non esistono controlli,in cui non c'è obbligo di rispettare certi parametri di sicurezza,senza etichette e in molti casi sono pure nocivi e questi prodotti vengono commercializzati in Italia nonostante le nostre leggi lo vietano.Se per esportare i nostri migliori prodotti si deve importare le loro schifezze,non mi sembra che il rapporto sia equo.Se proprio vogliamo dirla tutta, ci sono leggi italiane che andrebbero riviste,specie nel campo agro alimentare,come la tracciabilità delle materie prime,con l'obbligo di apporre in etichetta la loro provenienza.Come si può permettere di applicare il marchio made in Italy se di italiano c'è solo la lavorazione mentre le materie prime provengono da altri paesi.Ci vuole una legge che tuteli davvero il consumatore,che sia applicata a tutti,in quel caso potremmo decidere cosa acquistare e da chi,in base al nostro budget o al nostro gusto,ma in tutta tranquillità di sicurezza.Da parte di noi consumatori,faremmo bene a non farci condizionare da brand o marchi conosciuti perchè la qualità spesso si trova a casa nostra,nelle piccole aziende,nell'artigiano italiano che cura davvero i suoi prodotti,che investe cercando sempre la maniera di migliorarli invece che nella pubblicità.Se invece siamo costretti a risparmiare,anche se il prodotto è inferiore di qualità per ovvi motivi,almeno che gli organi competenti facciano leggi che possano tutelare la nostra sicurezza.Qualsiasi cosa decidiamo di fare,non dovremmo mai dimenticarci che così come non è il vestito che fa l'uomo,non è il nome a fare il prodotto,ma la sua qualità.
aprile 09, 2015
Alla base della cisterna
Il nostro corpo è costituito da milioni di compartimenti di materiale vivente, le cellule, organizzati in gruppi che si dedicano a particolari attività, coordinate da complicati sistemi di controllo fisico e chimico. Una malattia quindi, è il risultato dell'azione scoordinata di un gruppo di cellule, ristabilirne l'equilibrio è quello che definiamo "salute". La malattia si può quindi definire come uno stato di funzionamento imperfetto del corpo o della mente, però bisogna rendersi conto che molte delle cause di malattia hanno radici nel mondo che ci circonda o dal nostro modo di vivere. Alcune malattie nascono come conseguenza del progresso economico, ed i pericoli che corre la sanità mentale sono strettamente legati all'organizzazione della società, così i fattori sociali diventano sempre più importanti per la sopravvivenza e la salute.
Le misure che l'uomo prende per prevenire o guarire le malattie, il successo di tali misure, dipendono in gran parte dal modo di pensare, dalla scala dei valori che ad esso viene attribuita e dal livello scientifico ed economico della società. Una società che comprenda veramente il valore della salute, prevederà anche i mezzi economici e scientifici per addestrare e mantenere le persone addette ai servizi sanitari ma anche sociali e alla ricerca, per poter essere in grado di prevenire le malattie e favorire la salute pubblica. Se non è sufficiente l'aspetto umano a far sì che lo stato di salute di ogni individuo venga a trovarsi al primo posto nella scala dei valori, basterebbe pensare agli effetti economici che può provocare un tale deficit. Se una persona è costantemente malata, non solo costituisce un passivo in termini di pensione assicurativa, ma la sua abilità va perduta per la società. Le persone dei ceti sociali più bassi, spesso ritengono di non potersi permettere di essere malate, molti continuano a lavorare, almeno fino a quando il problema si acutizza e diventa più difficile da risolvere. Ma la differenza tra ceti sociali, si fa sentire maggiormente per quello che riguarda i servizi di tipo preventivo che sono molto importanti. Non dovreste dimenticare che la vera infrastruttura è quella umana. Così come un ingegnere non farebbe mai costruire su una palude senza prima aver previsto di impiantare una solida base, così è per la miseria umana. Occorre quindi costruire una solida base, una zattera sotto la povertà, per consentire agli individui di potersi risollevare ed evolvere. Lavoro, ma anche salute buona ed istruzione, perchè le capacità possano svilupparsi e conservarsi.
Se pensiamo alla produzione di ricchezza come a una cisterna, vedremo che i servizi sociali, compresi sanità e istruzione, provengono dalla superficie della stessa, ma se vogliamo che sia possibile un miglioramento delle risorse umane, i servizi sanitari, sociali ed educativi, non devono "traboccare" dalla cisterna. Gli investimenti internazionali nelle risorse umane, dovrebbero costituire la valvola d'entrata alla base della cisterna, perchè uno stato di funzionamento imperfetto che riguarda un individuo non sia dovuto a uno stato di imperfetto funzionamento sociale.
Le misure che l'uomo prende per prevenire o guarire le malattie, il successo di tali misure, dipendono in gran parte dal modo di pensare, dalla scala dei valori che ad esso viene attribuita e dal livello scientifico ed economico della società. Una società che comprenda veramente il valore della salute, prevederà anche i mezzi economici e scientifici per addestrare e mantenere le persone addette ai servizi sanitari ma anche sociali e alla ricerca, per poter essere in grado di prevenire le malattie e favorire la salute pubblica. Se non è sufficiente l'aspetto umano a far sì che lo stato di salute di ogni individuo venga a trovarsi al primo posto nella scala dei valori, basterebbe pensare agli effetti economici che può provocare un tale deficit. Se una persona è costantemente malata, non solo costituisce un passivo in termini di pensione assicurativa, ma la sua abilità va perduta per la società. Le persone dei ceti sociali più bassi, spesso ritengono di non potersi permettere di essere malate, molti continuano a lavorare, almeno fino a quando il problema si acutizza e diventa più difficile da risolvere. Ma la differenza tra ceti sociali, si fa sentire maggiormente per quello che riguarda i servizi di tipo preventivo che sono molto importanti. Non dovreste dimenticare che la vera infrastruttura è quella umana. Così come un ingegnere non farebbe mai costruire su una palude senza prima aver previsto di impiantare una solida base, così è per la miseria umana. Occorre quindi costruire una solida base, una zattera sotto la povertà, per consentire agli individui di potersi risollevare ed evolvere. Lavoro, ma anche salute buona ed istruzione, perchè le capacità possano svilupparsi e conservarsi.
Se pensiamo alla produzione di ricchezza come a una cisterna, vedremo che i servizi sociali, compresi sanità e istruzione, provengono dalla superficie della stessa, ma se vogliamo che sia possibile un miglioramento delle risorse umane, i servizi sanitari, sociali ed educativi, non devono "traboccare" dalla cisterna. Gli investimenti internazionali nelle risorse umane, dovrebbero costituire la valvola d'entrata alla base della cisterna, perchè uno stato di funzionamento imperfetto che riguarda un individuo non sia dovuto a uno stato di imperfetto funzionamento sociale.
aprile 04, 2015
marzo 21, 2015
Cultura
La cultura come viene comunemente intesa è spesso confusa con un bagaglio di conoscenze in qualche modo riservata a pochi, intellettuali e specialisti. In realtà, la cultura può rappresentare un arricchimento, un mezzo unico per creare la personalità di un individuo che così diventa artefice di un progresso civile. Dunque un individuo in grado di leggere e capire gli avvenimenti della vita, del mondo, capace di decidere, di scegliere ove sia possibile farlo. Nelle società che ci hanno preceduto, la cultura però è stata sempre usata come strumento di discriminazione sociale, strumento di prestigio e di potere per la classe dominante e di emarginazione per quella dominata. Anche in diversi paesi e tempi, conservarono gelosamente per sè l'interpretazione dei testi sacri, avendo perfettamente intuito che questo era un mezzo sicuro per avere saldamente in pugno il potere, senza doverlo dividere con nessuno. La cultura venne usata contro le classi povere come mezzo di emarginazione sociale e come strumento di selezione civile, servita per emarginare le donne, per farle stare "al loro posto", perchè la cultura doveva essere riservata a pochi per poterla usare come strumento selettivo e di potere. Oggi, per noi, cultura e scuola sono intesi diversamente, come mezzi di emancipazione e di formazione dell'individuo. Cultura quindi come civiltà, come somma di capacità mentali e pratiche, come libertà. Intesa finalmente non più come un mezzo oppressivo, la conoscenza richiama conoscenza e diviene un esigenza stabile, continua,si perfeziona, e in tanti casi può persino rappresentare la salvezza per un individuo. Naturalmente la cultura non può essere imposta, ma suscitata gradatamente, ed ogni persona che lo voglia deve potervi accedere. La lettura di un libro che si ama, aiuta a conoscere le parole, a capirne i concetti, ma anche la musica, le arti figurative, cinema, teatro, tutte le arti in genere hanno ognuna un loro linguaggio specifico, ed ognuna di esse è un punto di partenza per meglio conoscere gli altri in un continuo processo di arricchimento interiore. Una bella musica, un buon romanzo o un quadro riuscito, comunicano un messaggio dell'autore che va compreso, ma provocano anche sensazioni che danno luogo a processi emotivi. Così ogni cosa che apprendiamo ci fa più completi. a mano a mano, accrescendo la nostra cultura, avremo un rapporto diverso con ciò che ci avviciniamo a conoscere, di volta in volta, con maggior precisione. La cultura è quindi il mezzo migliore per elevare la civiltà. Il problema è che non può essere del tutto affidata al singolo, almeno sul piano delle strutture, le istituzioni sociali dovrebbero intervenire. Teatri, concerti, mostre d'arte, così come tanti spettacoli e conferenze, sono concentrate nelle grandi città rispetto alle città di provincia, così che le occasioni per arricchire la propria cultura sono meno numerose. Per non parlare poi del fatto che sembra essere destinata a ritornare una prerogativa di coloro che hanno raggiunto un certo benessere. Il benessere raggiunto lascia spazio per le nuove esigenze mentre il bisogno può, anche se non vorremmo, allontanare dall'esigenza di cultura. Se non ti devi preoccupare di bisogni fondamentali, puoi decidere di comprarti dei libri, visitare dei musei anche se si trovano in altre città,ecc...il tutto in base ad una logica che è già cultura, non sul piano di una programmazione del superfluo. L'esigenza di cultura se c'è, viene al primo posto, ma ciò non è possibile quando si deve decidere se sfamarsi o comprare un libro o andare a visitare una mostra. La cultura non si dovrebbe misurare in denaro, tutti dovrebbero potervi accedere o almeno qualche volta lasciare un pò di spazio anche a quelli che non possono permettersi di approfondirla. Per fortuna oggi ci sono tanti mezzi di comunicazione in grado di raggiungere tutti o quasi, per cui basta poco per tenersi aggiornati, ma certe cose rimangono sempre una prerogativa dei più abbienti. Ma cultura non è solo vedere uno spettacolo, leggere un libro o visitare una mostra, cultura è discuterne insieme, comunicarsi le sensazioni, metterle a confronto, e questo si può fare ovunque, con un minimo di organizzazione. Anche lo scambio di impressioni e di idee, discutere le cose con chi ci sta intorno, farsi un'idea precisa su tutto, è cultura. Si potrebbe fare ovunque, anche nei luoghi di provincia, nelle piccole città, nei paesi. Raccogliere iniziative, organizzare delle mostre, alle quali ogni artista potesse partecipare ed ogni cittadino potesse accedervi. La cultura così intesa diventerebbe un opera collettiva e ognuno potrebbe trovare nel proprio rapporto con gli altri, valori che non credeva di possedere, valori che lo aiuterebbero a vivere meglio o magari potrebbe trovare possibilità che da solo non avrebbe avuto. La cultura così non sarà un bene per pochi, ma lo strumento di emancipazione di tutti.
marzo 16, 2015
Siamo fatti per completarci
Il movimento femminista che ha permesso alle donne di giungere alla conquista di diritti fondamentali, aveva le sue sante ragioni, perchè la parità con l'uomo da un punto di vista giuridico e sociale è giustissima, questo però non vuol dire che non abbiano commesso degli errori.
L'uomo e la donna non solo sono diversi fisiologicamente, ma hanno anche diverse aspirazioni, bisogni e comportamenti. Fra le cause principali degli errori del femminismo, è stato quindi far credere che la donna rassomigliasse all'uomo, perdendo di vista la nozione essenziale di complementarità. Inanzitutto, è bene sottolineare che per complementarità, non si deve intendere qualcosa di secondario o accessorio ma come un elemento, che insieme ad un altro compie un tutto. Per meglio spiegare il concetto, mi faccio aiutare dalla pittura, che in questo caso si può dire calzi proprio a pennello.
In pittura, si dicono complementari due colori che, tra i fondamentali, nel disco di Newton sono contrapposti l'uno all'altro, ad esempio il rosso si trova dalla parte opposta al verde. Per spiegare il concetto che voglio esprimere però non è importante sapere quali siano i colori fondamentali nè cosa sia il disco di Newton, almeno non in questo caso, è importante capire il concetto. Quello che si deve sapere è che nelle materie colorate che si usano per dipingere, l'affiancamento di colori complementari è importante, perchè provoca un rafforzamento dell ' intensità delle tinte.Così un pittore che voglia intensificare un rosso, basta che gli accosti un verde, e così succede con tutti i colori complementari compreso bianco e nero. Quindi colori che non sono uguali, però uniti, affiancati, si rafforzano, per tale motivo entrambi importanti.
Quello che le femministe all'epoca non avevano considerato, era proprio questo, e questa mancanza ha creato un pò di confusione sul concetto di parità. Tutte le conquiste in ambito di diritti giuridici e sociali e quelle che ancora dovremmo raggiungere, non potranno mai cambiare la natura di ognuno di noi.
Noi, non siamo fatti per essere uguali, siamo fatti per completarci.
Nonostante poi, nei paesi cosidetti civilizzati molte cose siano cambiate, ci sarebbe ancora molto da fare per arrivare davvero ad una parità, specialmente a livello di società e di diritti sociali. E' altresì importante mettere in evidenza che ancora oggi esistono dei paesi in cui la donna viene considerata "merce" della quale disporre a proprio piacimento, o nella migliore delle ipotesi "schiava" senza nessuna considerazione per la sua natura di essere umano, di essere vivente, pensante, con dei sentimenti, emozioni, esigenze e bisogni. E' scandaloso che nessuno faccia niente per impedire questi atti disumani. Tanto si è parlato di violenza sulle donne e per fortuna alcune cose sono cambiate, almeno oggi le donne sono più consapevoli dei loro diritti e prima ancora della propria dignità di essere umano. Grazie a questo, molte non hanno più paura a denunciare abusi, intimidazioni e violenze di ogni tipo, sia fisiche che verbali, ma per alcune è ancora difficile trovare la forza di ribellarsi e per tale motivo dovremmo maggiormente difenderle.
Ancora più preoccupante è il crescente aumento, da parte delle giovani generazioni, di atti indicibili di violenza, e ciò mi fa credere che molti di loro non abbiano avuto un'educazione necessaria e buoni esempi da seguire. Scuola, famiglia e società dovrebbero collaborare per educare i giovani e risolvere questa piaga crescente. Così come tutta la società dovrebbe impegnarsi affinchè si possa arrivare un giorno a potersi permettere di essere diversi nelle caratteristiche ma tutti uguali nei diritti sia giuridici che sociali.
L'uomo e la donna non solo sono diversi fisiologicamente, ma hanno anche diverse aspirazioni, bisogni e comportamenti. Fra le cause principali degli errori del femminismo, è stato quindi far credere che la donna rassomigliasse all'uomo, perdendo di vista la nozione essenziale di complementarità. Inanzitutto, è bene sottolineare che per complementarità, non si deve intendere qualcosa di secondario o accessorio ma come un elemento, che insieme ad un altro compie un tutto. Per meglio spiegare il concetto, mi faccio aiutare dalla pittura, che in questo caso si può dire calzi proprio a pennello.
In pittura, si dicono complementari due colori che, tra i fondamentali, nel disco di Newton sono contrapposti l'uno all'altro, ad esempio il rosso si trova dalla parte opposta al verde. Per spiegare il concetto che voglio esprimere però non è importante sapere quali siano i colori fondamentali nè cosa sia il disco di Newton, almeno non in questo caso, è importante capire il concetto. Quello che si deve sapere è che nelle materie colorate che si usano per dipingere, l'affiancamento di colori complementari è importante, perchè provoca un rafforzamento dell ' intensità delle tinte.Così un pittore che voglia intensificare un rosso, basta che gli accosti un verde, e così succede con tutti i colori complementari compreso bianco e nero. Quindi colori che non sono uguali, però uniti, affiancati, si rafforzano, per tale motivo entrambi importanti.
Quello che le femministe all'epoca non avevano considerato, era proprio questo, e questa mancanza ha creato un pò di confusione sul concetto di parità. Tutte le conquiste in ambito di diritti giuridici e sociali e quelle che ancora dovremmo raggiungere, non potranno mai cambiare la natura di ognuno di noi.
Noi, non siamo fatti per essere uguali, siamo fatti per completarci.
Nonostante poi, nei paesi cosidetti civilizzati molte cose siano cambiate, ci sarebbe ancora molto da fare per arrivare davvero ad una parità, specialmente a livello di società e di diritti sociali. E' altresì importante mettere in evidenza che ancora oggi esistono dei paesi in cui la donna viene considerata "merce" della quale disporre a proprio piacimento, o nella migliore delle ipotesi "schiava" senza nessuna considerazione per la sua natura di essere umano, di essere vivente, pensante, con dei sentimenti, emozioni, esigenze e bisogni. E' scandaloso che nessuno faccia niente per impedire questi atti disumani. Tanto si è parlato di violenza sulle donne e per fortuna alcune cose sono cambiate, almeno oggi le donne sono più consapevoli dei loro diritti e prima ancora della propria dignità di essere umano. Grazie a questo, molte non hanno più paura a denunciare abusi, intimidazioni e violenze di ogni tipo, sia fisiche che verbali, ma per alcune è ancora difficile trovare la forza di ribellarsi e per tale motivo dovremmo maggiormente difenderle.
Ancora più preoccupante è il crescente aumento, da parte delle giovani generazioni, di atti indicibili di violenza, e ciò mi fa credere che molti di loro non abbiano avuto un'educazione necessaria e buoni esempi da seguire. Scuola, famiglia e società dovrebbero collaborare per educare i giovani e risolvere questa piaga crescente. Così come tutta la società dovrebbe impegnarsi affinchè si possa arrivare un giorno a potersi permettere di essere diversi nelle caratteristiche ma tutti uguali nei diritti sia giuridici che sociali.
febbraio 18, 2015
Amore
Solo qualche giorno fa era la festa degli innamorati che qualcuno avrà festeggiato ed altri no, ma non è questo quello che conta, così come in amore non è importante porsi troppi quesiti, ma è importante volersi bene, amarsi e rispettarsi, avere cura l'uno dell'altro.C'è però un quesito che sono sicura ogni innamorato si è posto almeno una volta "perchè proprio lei o proprio lui".
Tra migliaia di persone che si incontrano nel corso della vita, un giorno una persona che forse non è nemmeno diversa o migliore dalle altre, fa scattare l'attrazione amorosa. Non c'è dubbio che non ci scegliamo a caso, ma come spiegazione non è sufficiente dire che sono stati i suoi begli occhi o la voce suadente o altri attributi fisici a farci innamorare, se pur all'inizio il fisico gioca certamente un ruolo importante. Ci sono dei fattori inconsci a determinare l'attrazione reciproca che a volte scopriremo poi oppure potremo non saperlo mai. Spesso è proprio come si dice, cioè che nel partner, nel nostro compagno, c'è un pò di nostro padre o nostra madre ma a volte è il contrario. E' importante quindi sottolineare che non si tratta sempre di affinità, perchè anche le differenze sono importanti. Quando si è innamorati le emozioni sono più risonanti, più coinvolgenti anche se non sempre più profonde, e riaffiorano aspetti infantili e adolescenziali con tutta una serie di comunicazioni che non fanno parte normalmente dell'età adulta. Spesso si fanno gesti fuori dalla realtà ed è facile dall'esterno considerarli poco normali, ma tutto diventa normale in quel contesto, perchè quello che si vuole esprimere è proprio l'eccezionalità del momento.Come dire " solo perchè ti amo io posso compiere per te questi gesti straordinari, speciali".
Ma il periodo dell'innamoramento è sempre piuttosto breve e si evolve in un sentimento più maturo che si dedica alla formazione di un unione approfondita e costante, oppure non si evolve ed è destinato a finire.
Quando l'innamoramento si trasforma in amore, quelle emozioni provate sembrano cessare o sfocarsi, ma ciò che appare meno risonante, tende ad essere più intimo e vero, così quella fusione di due esseri in uno si trasforma. La fusione, tipica dell'innamoramento, è quella situazione che permette di vivere l'amore non come coppia, ma come se si fosse una persona sola, come qualcuno che non sa distinguere il "sè" dall'altro, e che per esistere ha bisogno di un continuo contatto. Spesso da agli estranei un impressione di grande amore, però non è un rapporto maturo,è un pò come quello che tiene il bambino legato alla madre nei primi mesi di vita. Molti ragazzi vivono per esempio, legati tutta la giornata al telefono o sui social come fosse una specie di cordone ombelicale che li unisce l'uno all'altro quando non possono stare insieme realmente.
L'innamoramento è, e rimarrà per sempre un'esperienza meravigliosa e ognuno di noi che viva o abbia vissuto quei momenti, porterà sempre con se quelle emozioni, quei gesti, quel bisogno di fondersi con l'altro che non si deve però confondere con la sola attrazione sessuale che talvolta nasconde una forma di difesa da quelle forti emozioni che spesso creano timori proprio per la loro intensità.
Se pur sia bellissimo vivere quei momenti, l'amore non può rimanere sempre e soltanto un fatto di fusione senza possibilità di evolversi. L'amore è proprio quello che fa uscire da questa necessità di continuo contatto per portare la coppia ad un rapporto più adulto e paritario. Quando però unendoci alla persona che ci sembra di amare lo facciamo con la riserva che il nostro amore avrà la capacità di cambiare qualcosa che nell'altro non ci piace, facciamo un atto di non accettazione dell'altro e quell'immagine di trasformazione è proprio l'opposto dell'amore. L'amore interviene quindi in una fase successiva all'innamoramento, accettando l'altro così com'è, come persona distinta da noi, con i suoi difetti che ognuno di noi possiede perchè nessuno è perfetto,ma comunque amabile. L'amore è quello che crede possibile "ci ameremo per sempre" ed anche se così non fosse, guai se non lo pensassimo,perchè non sarebbe amore.
Tra migliaia di persone che si incontrano nel corso della vita, un giorno una persona che forse non è nemmeno diversa o migliore dalle altre, fa scattare l'attrazione amorosa. Non c'è dubbio che non ci scegliamo a caso, ma come spiegazione non è sufficiente dire che sono stati i suoi begli occhi o la voce suadente o altri attributi fisici a farci innamorare, se pur all'inizio il fisico gioca certamente un ruolo importante. Ci sono dei fattori inconsci a determinare l'attrazione reciproca che a volte scopriremo poi oppure potremo non saperlo mai. Spesso è proprio come si dice, cioè che nel partner, nel nostro compagno, c'è un pò di nostro padre o nostra madre ma a volte è il contrario. E' importante quindi sottolineare che non si tratta sempre di affinità, perchè anche le differenze sono importanti. Quando si è innamorati le emozioni sono più risonanti, più coinvolgenti anche se non sempre più profonde, e riaffiorano aspetti infantili e adolescenziali con tutta una serie di comunicazioni che non fanno parte normalmente dell'età adulta. Spesso si fanno gesti fuori dalla realtà ed è facile dall'esterno considerarli poco normali, ma tutto diventa normale in quel contesto, perchè quello che si vuole esprimere è proprio l'eccezionalità del momento.Come dire " solo perchè ti amo io posso compiere per te questi gesti straordinari, speciali".
Ma il periodo dell'innamoramento è sempre piuttosto breve e si evolve in un sentimento più maturo che si dedica alla formazione di un unione approfondita e costante, oppure non si evolve ed è destinato a finire.
Quando l'innamoramento si trasforma in amore, quelle emozioni provate sembrano cessare o sfocarsi, ma ciò che appare meno risonante, tende ad essere più intimo e vero, così quella fusione di due esseri in uno si trasforma. La fusione, tipica dell'innamoramento, è quella situazione che permette di vivere l'amore non come coppia, ma come se si fosse una persona sola, come qualcuno che non sa distinguere il "sè" dall'altro, e che per esistere ha bisogno di un continuo contatto. Spesso da agli estranei un impressione di grande amore, però non è un rapporto maturo,è un pò come quello che tiene il bambino legato alla madre nei primi mesi di vita. Molti ragazzi vivono per esempio, legati tutta la giornata al telefono o sui social come fosse una specie di cordone ombelicale che li unisce l'uno all'altro quando non possono stare insieme realmente.
L'innamoramento è, e rimarrà per sempre un'esperienza meravigliosa e ognuno di noi che viva o abbia vissuto quei momenti, porterà sempre con se quelle emozioni, quei gesti, quel bisogno di fondersi con l'altro che non si deve però confondere con la sola attrazione sessuale che talvolta nasconde una forma di difesa da quelle forti emozioni che spesso creano timori proprio per la loro intensità.
Se pur sia bellissimo vivere quei momenti, l'amore non può rimanere sempre e soltanto un fatto di fusione senza possibilità di evolversi. L'amore è proprio quello che fa uscire da questa necessità di continuo contatto per portare la coppia ad un rapporto più adulto e paritario. Quando però unendoci alla persona che ci sembra di amare lo facciamo con la riserva che il nostro amore avrà la capacità di cambiare qualcosa che nell'altro non ci piace, facciamo un atto di non accettazione dell'altro e quell'immagine di trasformazione è proprio l'opposto dell'amore. L'amore interviene quindi in una fase successiva all'innamoramento, accettando l'altro così com'è, come persona distinta da noi, con i suoi difetti che ognuno di noi possiede perchè nessuno è perfetto,ma comunque amabile. L'amore è quello che crede possibile "ci ameremo per sempre" ed anche se così non fosse, guai se non lo pensassimo,perchè non sarebbe amore.
febbraio 09, 2015
Un pò d'Italia
Circa 150 anni or sono, gli Italiani dovevano risolvere un difficile problema: fare l'Italia. Non si parlava che di Patria, con entusiasmo o con un pò di paura, senza valutare differenze regionali o distanze. L'unificazione era il bisogno di menti e di cuori attenti ad un ideale che aveva un nome " Italia ".
Volevano l'unità e la libertà, volevano l'Italia e si fece.
Tutto ciò collimava con la speranza di avere in seguito governi più liberali con maggiori garanzie di giustizia e di ordine, con la speranza che le distanze venissero accorciate così da togliere dall'isolamento le regioni e che pian piano raggiungessimo un miglioramento pratico.
Ma l'Italia che nasceva presentava compiti ardui alla classe dirigente infatti, tutto l'entusiasmo aveva accumulato notevoli illusioni, perchè non solo il malgoverno e la mancanza di libertà avevano impedito di raggiungere un livello di prosperità. La poca disponibilità di capitali da investire, la notevole differenziazione regionale e l'ignoranza delle nuove tecniche di produzione, richiedevano tempo e necessitavano di uno stimolo comune perchè si potesse concretizzare uno sforzo serio e coerente verso un livello economico pari a quello di altri paesi. Fu proprio il Nazionalismo che sottolineò questo stimolo.
L'Italia che si univa sentì la fierezza delle comuni tradizioni storiche, la grandezza della sua cultura e tradizione, e in questa ritrovata coscienza nazionale trovò la forza per un indirizzo di progresso.
Negli anni che seguirono l'unificazione, nonostante gli ostacoli incontrati la nostra economia raggiunse un certo sviluppo, tracciando le basi per quello futuro. I maggiori ostacoli incontrati dalla nostra economia furono senza dubbio la mancanza di capitali a finanziare le grandi imprese, la difficoltà di poter accumulare risparmi, il periodico ciclo di fallimenti bancari e l'acutizzazione delle tensioni sociali, specie tra i lavoratori.
Gli anni che seguirono com'è noto, portarono alla guerra, con le conseguenze che ben tutti conosciamo.
Nell'ultimo dopoguerra in nostro Paese ha veramente dedicato ogni sforzo all'espansione economica, sottolineando quello spirito unitario in cui 150 anni prima una élite di uomini aveva fortemente creduto.
Naturalmente ciò ha comportato ulteriori problemi, nuovi sforzi, più energie e necessità di adeguamenti e rinnovamenti, ma ce l'abbiamo fatta.
Oggi, nel 2015, sembra che la storia si ripeta.
Permane il contrasto tra Nord e Sud, e altre differenze regionali, la nostra presenza in Europa non ha assunto un posto più reale, la macchina statale, i vari istituti sembrano avere bisogno di profonde trasformazioni, in modo da risolvere e prevedere le attuali e future esigenze di una Nazione che non può essere considerata solo un espressione geografica.Ma ciò che è ancora più grave, è la mancanza di quella fierezza che ai nostri avi servì da stimolo per ritrovare lo spirito e la forza di reagire.
L'Italia non è solo mafia, pizza e mandolino, come ci vedono all'estero, e non dovrebbe essere ricordata come un popolo di corrotti, imbroglioni, ciarlatani e fannulloni. Una volta almeno eravamo un popolo di Santi, poeti e navigatori, ma i comportamenti dei precedenti governanti e capitani di navi, hanno ben pensato di infangare anche questa nostra eccellenza. Per fortuna ci pensa Papa Francesco a portare in alto l'onore del nostro Paese, e qualche grande poeta possiamo ancora vantarlo, con la speranza che la smettano di ridicolarizzarlo con indegne pubblicità. Sono per la libera espressione, ma non mi sognerei mai di associare l'immagine di personaggi che sono un vanto per l'Italia solo per pubblicizzare della carta igienica,che ben tutti sappiamo a cosa serva, specie per fini puramente economici.
Fra non molto verrà inaugurato l'expo in materia di cibo, tra le altre cose l'alimentazione è un'altra delle nostre eccellenze ricercata in tutto il mondo. Trovo che sia un pò contraddittorio se pensiamo che da sempre si fa un gran parlare di come risolvere i problemi inerenti alla distribuzione della ricchezza e quindi anche del cibo, con un eccesso di alimenti e generi di lusso per pochi, mentre continua fame e povertà per molti, senza che nessuno abbia mai fatto niente di concreto. Negli ultimi anni, non occorre nemmeno pensare a posti troppo lontani per ritrovarsi di fronte a questa dura realtà, però si limitano solo a parlarne.
Un'altra contraddizione riguardo all'expo alimentare,è quella di decantare i nostri più famosi marchi D.O.P. e D.O.C.G. che proprio come dice la sigla dovrebbero essere protetti e garantiti, mentre improbabili riproduzioni si trovano, come se niente fosse, negli scaffali dei supermercati esteri come prodotti Italiani, e nessuno di competenza ha fatto niente per debellare questa frode.
E cosa vogliamo dire di quella che potrebbe essere la nostra maggiore risorsa, il nostro patrimonio artistico, o meglio ciò che ne rimane, viste le tante incurie che continuano a persistere. Musei chiusi, nessuna o scarsa attività di restauro dei luoghi e delle opere, cattiva gestione, tenuta e conservazione dei luoghi pessima, scarsità di accoglienza ai turisti, con conseguenti disagi che si traducono in pubblicità negativa.
Forse se all'estero non hanno una buona opinione degli Italiani sarebbe il caso di fare un esame di coscienza.
Qualsiasi altra Nazione ha cercato, e in molti casi è riuscita, nonostante non possedesse la millesima parte di ciò che il nostro Paese potrebbe vantare, a mettere in risalto ogni singolo elemento, a volte facendolo apparire meglio di ciò che realmente è. In Italia sono riusciti a fare di tutto per deprecare e sminuire ciò che di meglio possiede.
Non vorrei vivere in un altro posto, continuo a pensare che l'Italia sia un Paese meraviglioso, proprio per questo non riesco a capacitarmi di tanta negligenza e incuria, di come non sia possibile fa sì che gli Italiani arrivino a pensare e agire come un popolo e non solo come individui, per ritrovare un briciolo di quella fierezza che portò i nostri avi a risollevarsi.
Volevano l'unità e la libertà, volevano l'Italia e si fece.
Tutto ciò collimava con la speranza di avere in seguito governi più liberali con maggiori garanzie di giustizia e di ordine, con la speranza che le distanze venissero accorciate così da togliere dall'isolamento le regioni e che pian piano raggiungessimo un miglioramento pratico.
Ma l'Italia che nasceva presentava compiti ardui alla classe dirigente infatti, tutto l'entusiasmo aveva accumulato notevoli illusioni, perchè non solo il malgoverno e la mancanza di libertà avevano impedito di raggiungere un livello di prosperità. La poca disponibilità di capitali da investire, la notevole differenziazione regionale e l'ignoranza delle nuove tecniche di produzione, richiedevano tempo e necessitavano di uno stimolo comune perchè si potesse concretizzare uno sforzo serio e coerente verso un livello economico pari a quello di altri paesi. Fu proprio il Nazionalismo che sottolineò questo stimolo.
L'Italia che si univa sentì la fierezza delle comuni tradizioni storiche, la grandezza della sua cultura e tradizione, e in questa ritrovata coscienza nazionale trovò la forza per un indirizzo di progresso.
Negli anni che seguirono l'unificazione, nonostante gli ostacoli incontrati la nostra economia raggiunse un certo sviluppo, tracciando le basi per quello futuro. I maggiori ostacoli incontrati dalla nostra economia furono senza dubbio la mancanza di capitali a finanziare le grandi imprese, la difficoltà di poter accumulare risparmi, il periodico ciclo di fallimenti bancari e l'acutizzazione delle tensioni sociali, specie tra i lavoratori.
Gli anni che seguirono com'è noto, portarono alla guerra, con le conseguenze che ben tutti conosciamo.
Nell'ultimo dopoguerra in nostro Paese ha veramente dedicato ogni sforzo all'espansione economica, sottolineando quello spirito unitario in cui 150 anni prima una élite di uomini aveva fortemente creduto.
Naturalmente ciò ha comportato ulteriori problemi, nuovi sforzi, più energie e necessità di adeguamenti e rinnovamenti, ma ce l'abbiamo fatta.
Oggi, nel 2015, sembra che la storia si ripeta.
Permane il contrasto tra Nord e Sud, e altre differenze regionali, la nostra presenza in Europa non ha assunto un posto più reale, la macchina statale, i vari istituti sembrano avere bisogno di profonde trasformazioni, in modo da risolvere e prevedere le attuali e future esigenze di una Nazione che non può essere considerata solo un espressione geografica.Ma ciò che è ancora più grave, è la mancanza di quella fierezza che ai nostri avi servì da stimolo per ritrovare lo spirito e la forza di reagire.
L'Italia non è solo mafia, pizza e mandolino, come ci vedono all'estero, e non dovrebbe essere ricordata come un popolo di corrotti, imbroglioni, ciarlatani e fannulloni. Una volta almeno eravamo un popolo di Santi, poeti e navigatori, ma i comportamenti dei precedenti governanti e capitani di navi, hanno ben pensato di infangare anche questa nostra eccellenza. Per fortuna ci pensa Papa Francesco a portare in alto l'onore del nostro Paese, e qualche grande poeta possiamo ancora vantarlo, con la speranza che la smettano di ridicolarizzarlo con indegne pubblicità. Sono per la libera espressione, ma non mi sognerei mai di associare l'immagine di personaggi che sono un vanto per l'Italia solo per pubblicizzare della carta igienica,che ben tutti sappiamo a cosa serva, specie per fini puramente economici.
Fra non molto verrà inaugurato l'expo in materia di cibo, tra le altre cose l'alimentazione è un'altra delle nostre eccellenze ricercata in tutto il mondo. Trovo che sia un pò contraddittorio se pensiamo che da sempre si fa un gran parlare di come risolvere i problemi inerenti alla distribuzione della ricchezza e quindi anche del cibo, con un eccesso di alimenti e generi di lusso per pochi, mentre continua fame e povertà per molti, senza che nessuno abbia mai fatto niente di concreto. Negli ultimi anni, non occorre nemmeno pensare a posti troppo lontani per ritrovarsi di fronte a questa dura realtà, però si limitano solo a parlarne.
Un'altra contraddizione riguardo all'expo alimentare,è quella di decantare i nostri più famosi marchi D.O.P. e D.O.C.G. che proprio come dice la sigla dovrebbero essere protetti e garantiti, mentre improbabili riproduzioni si trovano, come se niente fosse, negli scaffali dei supermercati esteri come prodotti Italiani, e nessuno di competenza ha fatto niente per debellare questa frode.
E cosa vogliamo dire di quella che potrebbe essere la nostra maggiore risorsa, il nostro patrimonio artistico, o meglio ciò che ne rimane, viste le tante incurie che continuano a persistere. Musei chiusi, nessuna o scarsa attività di restauro dei luoghi e delle opere, cattiva gestione, tenuta e conservazione dei luoghi pessima, scarsità di accoglienza ai turisti, con conseguenti disagi che si traducono in pubblicità negativa.
Forse se all'estero non hanno una buona opinione degli Italiani sarebbe il caso di fare un esame di coscienza.
Qualsiasi altra Nazione ha cercato, e in molti casi è riuscita, nonostante non possedesse la millesima parte di ciò che il nostro Paese potrebbe vantare, a mettere in risalto ogni singolo elemento, a volte facendolo apparire meglio di ciò che realmente è. In Italia sono riusciti a fare di tutto per deprecare e sminuire ciò che di meglio possiede.
Non vorrei vivere in un altro posto, continuo a pensare che l'Italia sia un Paese meraviglioso, proprio per questo non riesco a capacitarmi di tanta negligenza e incuria, di come non sia possibile fa sì che gli Italiani arrivino a pensare e agire come un popolo e non solo come individui, per ritrovare un briciolo di quella fierezza che portò i nostri avi a risollevarsi.
gennaio 13, 2015
Non fare agli altri
La prima legge della natura non è l'autoconservazione dell'individuo ma della specie, e per specie si intenda quella umana senza nessuna distinzione,però non si può nemmeno pretendere che gli uomini facciano di se stessi delle vittime, per tale motivo, quando si deve sfuggire da situazioni infelici o si deve poter contare solo su noi stessi per le necessità fondamentali, prevale la legge dell' auto preservazione.
La teoria che gli uomini non possono cambiare la loro natura, non è quindi esatta, perchè il loro comportamento cambia di conseguenza al mutare della loro situazione.
Le azioni dell'uomo così come il suo pensiero, possono anche essere condizionate, e più o meno consapevolmente, egli diventerà nient'altro che uno strumento delle contraddizioni del sistema, degli interessi di classe, di coloro che sfruttano la religione per i loro loschi traffici. In questa maniera, gli uomini diventeranno alienati gli uni dagli altri e dalla realtà a causa delle loro false credenze.
La conoscenza ti porterà a disgustarti delle assurdità inumane delle guerre, delle classi che influenzano lo sviluppo economico e di come lo Stato agisca in funzione di strumento del dominio di classe, ti porterà a tentare di spazzar via l'ipocrisia che giustifica la povertà e l'oppressione.La vera conoscenza porta alla libertà, ed un uomo è libero quando obbedisce al suo proprio io razionale e morale.
Alla base della nostra natura umana non c'è la reciproca inimicizia o il vicendevole timore, siamo tutti essere umani, e per tale motivo i sentimenti sociali costituiscono una condizione necessaria alla vita.
Anche se a volte non è facile capirsi, basterebbe saper applicare la norma evangelica : non fare agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi.
" Un uomo che ama solo se stesso, senza considerazione per l'amicizia
e per il merito, è meritevole del più severo biasimo,
e un uomo che è suscettibile solamente dell'amicizia,senza spirito pubblico
o riguardo per la comunità, è manchevole nella parte più materiale della virtù "
Hume
La teoria che gli uomini non possono cambiare la loro natura, non è quindi esatta, perchè il loro comportamento cambia di conseguenza al mutare della loro situazione.
Le azioni dell'uomo così come il suo pensiero, possono anche essere condizionate, e più o meno consapevolmente, egli diventerà nient'altro che uno strumento delle contraddizioni del sistema, degli interessi di classe, di coloro che sfruttano la religione per i loro loschi traffici. In questa maniera, gli uomini diventeranno alienati gli uni dagli altri e dalla realtà a causa delle loro false credenze.
La conoscenza ti porterà a disgustarti delle assurdità inumane delle guerre, delle classi che influenzano lo sviluppo economico e di come lo Stato agisca in funzione di strumento del dominio di classe, ti porterà a tentare di spazzar via l'ipocrisia che giustifica la povertà e l'oppressione.La vera conoscenza porta alla libertà, ed un uomo è libero quando obbedisce al suo proprio io razionale e morale.
Alla base della nostra natura umana non c'è la reciproca inimicizia o il vicendevole timore, siamo tutti essere umani, e per tale motivo i sentimenti sociali costituiscono una condizione necessaria alla vita.
Anche se a volte non è facile capirsi, basterebbe saper applicare la norma evangelica : non fare agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi.
" Un uomo che ama solo se stesso, senza considerazione per l'amicizia
e per il merito, è meritevole del più severo biasimo,
e un uomo che è suscettibile solamente dell'amicizia,senza spirito pubblico
o riguardo per la comunità, è manchevole nella parte più materiale della virtù "
Hume
dicembre 31, 2014
Piccole grandi cose
Non so cosa ti aspettavi di trovare la mattina di Natale, magari qualcosa che desideravi da tempo, forse qualcosa che nonostante i problemi economici speravi comunque con tutto te stesso che alla fine apparisse come per magia. Lo so che potresti pensare che è così che si manifesta il proprio amore a qualcuno, soddisfare i suoi desideri, coprirlo di regali. E' vero che esaudire un sogno di qualcuno che ami sia uno dei tanti modi di dimostrare il proprio amore, ma è un pò diverso dal credere che un regalo possa sostituire l'amore. Così come è diverso soddisfare un bisogno da un desiderio o fare un regalo per abitudine o consuetudine o per ricevere qualcosa in cambio, da un regalo creato appositamente per te senza aspettarsi niente, se non di vederti apprezzarlo.
Anche se conosci le difficoltà, credevi comunque che tua madre o il papà, sorella o fratello, nonna o zia o un altro parente, ti avrebbero fatto trovare proprio quello che desideravi. Poteva anche succedere, che con tanti sacrifici e rinunce, qualcuno dei tuoi familiari riuscisse a farti trovare proprio ciò che volevi, ti auguro che sia stato così, ma può darsi che alla fine invece hai trovato qualcos'altro. Che so, una maglia fatta a mano da tua madre, qualcosa che il papà ha costruito con le sue mani, una tela dipinta da tua sorella o un'altro oggetto, fatto con mani sapienti e tanta pazienza. Se è successo così, forse sei rimasto un pò deluso, ma anche se non era quello che ti aspettavi spero tu non l'abbia subito messo da parte. Potresti essere ancora troppo giovane e per tale motivo immaturo per comprendere l'importanza di quel regalo, prova lo stesso a capirne il significato, a maggior ragione se invece non lo sei. Se non lo fai magari un giorno potresti anche ripensarci e chissà se sarai ancora in tempo o non lo avrai più. Allora potrebbero mancarti quelle cose che giudicavi insignificanti. Ti mancherà il calore di quel maglione, che chissà come mai ti scaldava più di ogni altro,anche se allora quasi lo odiavi perchè rappresentava il mancato raggiungimento del tuo desiderio. Lo mettevi poche volte e solo se tua madre insisteva tanto, proprio non potevi vederlo quel maglione, poi potresti pentirtene e allora chissà cosa faresti per riaverlo. E quella tela, che quasi non degnasti di uno sguardo, anche se non era di un famoso pittore, potresti pentirti di non averla apprezzata. Deluso da quel regalo lo mettesti subito in un angolo, ma un bel giorno magari ti affannerai a cercarlo, pensando che quella stanza anonima sarebbe più allegra ravvivata da tutti quei colori, e forse capirai perchè da quella volta non ne hai più ricevuti. Forse capirai, che anche se potessi permetterti di comprare uno dei tanti dipinti di famosi pittori, non avrà mai lo stesso significato che aveva per te quella semplice tela.
Così come potresti sentire la mancanza di tutti quei gesti che adesso ti sembrano insignificanti, ai quali non dai importanza. Una telefonata solo per sentire la tua voce, per sapere come stai, o una mail per sentirsi più vicino a te, alla quale non rispondi mai o lo fai in maniera svogliata, tutte quelle accortezze per venire incontro ai tuoi gusti, per vederti felice, che ti sembrano scontate. ma non lo sono.
Potrebbero mancarti quegli auguri speciali per Natale o Pasqua o per il tuo compleanno come solo quelli che ti amano possono fare. Magari con un bigliettino fatto a mano, che anche se è semplice, qualcuno che ti vuole bene lo ha fatto mentre ti pensava, oppure un video in cui musica e immagini sono state scelte con minuzia, per farti arrivare qualcosa di davvero speciale, per farti sentire importante, perchè per la persona che lo ha fatto lo sei, e così voleva dimostrartelo.
Non aspettare troppo a comprendere l'importanza di quei piccoli gesti che nascono spontanei, quei regali che credi insignificanti, quelle cose che il solo denaro non può comprare, perchè anche se fosse possibile farlo non avrebbero lo stesso significato, proprio quello che ti deve far capire, che dietro di essi c'è un pensiero, una preoccupazione, un amore nei tuoi confronti.
Spesso i regali sono solo una semplice routine, un abitudine e assumono sfumature e significati differenti, da non confondere con quei gesti, auguri speciali, quelle cose che ti appaiono piccole ma invece sono grandi, in cui c'è tutto l'amore, un amore autentico che non si può comprare.
Non aspettare a non essere più in tempo a capirne finalmente il loro significato, o forse non lo capirai mai, in quel caso potrò solo essere dispiaciuta per te, per non aver saputo apprezzare quelle piccole grandi cose.
Cerca sempre se puoi di capire, questo è il mio augurio per il 2015.
Anche se conosci le difficoltà, credevi comunque che tua madre o il papà, sorella o fratello, nonna o zia o un altro parente, ti avrebbero fatto trovare proprio quello che desideravi. Poteva anche succedere, che con tanti sacrifici e rinunce, qualcuno dei tuoi familiari riuscisse a farti trovare proprio ciò che volevi, ti auguro che sia stato così, ma può darsi che alla fine invece hai trovato qualcos'altro. Che so, una maglia fatta a mano da tua madre, qualcosa che il papà ha costruito con le sue mani, una tela dipinta da tua sorella o un'altro oggetto, fatto con mani sapienti e tanta pazienza. Se è successo così, forse sei rimasto un pò deluso, ma anche se non era quello che ti aspettavi spero tu non l'abbia subito messo da parte. Potresti essere ancora troppo giovane e per tale motivo immaturo per comprendere l'importanza di quel regalo, prova lo stesso a capirne il significato, a maggior ragione se invece non lo sei. Se non lo fai magari un giorno potresti anche ripensarci e chissà se sarai ancora in tempo o non lo avrai più. Allora potrebbero mancarti quelle cose che giudicavi insignificanti. Ti mancherà il calore di quel maglione, che chissà come mai ti scaldava più di ogni altro,anche se allora quasi lo odiavi perchè rappresentava il mancato raggiungimento del tuo desiderio. Lo mettevi poche volte e solo se tua madre insisteva tanto, proprio non potevi vederlo quel maglione, poi potresti pentirtene e allora chissà cosa faresti per riaverlo. E quella tela, che quasi non degnasti di uno sguardo, anche se non era di un famoso pittore, potresti pentirti di non averla apprezzata. Deluso da quel regalo lo mettesti subito in un angolo, ma un bel giorno magari ti affannerai a cercarlo, pensando che quella stanza anonima sarebbe più allegra ravvivata da tutti quei colori, e forse capirai perchè da quella volta non ne hai più ricevuti. Forse capirai, che anche se potessi permetterti di comprare uno dei tanti dipinti di famosi pittori, non avrà mai lo stesso significato che aveva per te quella semplice tela.
Così come potresti sentire la mancanza di tutti quei gesti che adesso ti sembrano insignificanti, ai quali non dai importanza. Una telefonata solo per sentire la tua voce, per sapere come stai, o una mail per sentirsi più vicino a te, alla quale non rispondi mai o lo fai in maniera svogliata, tutte quelle accortezze per venire incontro ai tuoi gusti, per vederti felice, che ti sembrano scontate. ma non lo sono.
Potrebbero mancarti quegli auguri speciali per Natale o Pasqua o per il tuo compleanno come solo quelli che ti amano possono fare. Magari con un bigliettino fatto a mano, che anche se è semplice, qualcuno che ti vuole bene lo ha fatto mentre ti pensava, oppure un video in cui musica e immagini sono state scelte con minuzia, per farti arrivare qualcosa di davvero speciale, per farti sentire importante, perchè per la persona che lo ha fatto lo sei, e così voleva dimostrartelo.
Non aspettare troppo a comprendere l'importanza di quei piccoli gesti che nascono spontanei, quei regali che credi insignificanti, quelle cose che il solo denaro non può comprare, perchè anche se fosse possibile farlo non avrebbero lo stesso significato, proprio quello che ti deve far capire, che dietro di essi c'è un pensiero, una preoccupazione, un amore nei tuoi confronti.
Spesso i regali sono solo una semplice routine, un abitudine e assumono sfumature e significati differenti, da non confondere con quei gesti, auguri speciali, quelle cose che ti appaiono piccole ma invece sono grandi, in cui c'è tutto l'amore, un amore autentico che non si può comprare.
Non aspettare a non essere più in tempo a capirne finalmente il loro significato, o forse non lo capirai mai, in quel caso potrò solo essere dispiaciuta per te, per non aver saputo apprezzare quelle piccole grandi cose.
Cerca sempre se puoi di capire, questo è il mio augurio per il 2015.
dicembre 19, 2014
Buon Natale
Se fossi Babbo Natale non vi porterei regali, almeno non quello che intendete voi, niente che si possa scartare o mostrare ma qualcosa di ancora più prezioso. Almeno per un pò vi farei tornare bambini, al tempo in cui non riuscivamo a capire il mondo degli adulti. Ci sembrava così sciocco quel mondo allora.
Io non capivo cosa fosse tutto quell'affaccendarsi degli adulti che non avevano mai tempo da dedicare ai propri cari, e sono sicura che anche voi allora ve lo chiedevate.
Eppure,eppure il tempo c'era, chissà perchè loro non riuscivano a trovarlo. Avrei voluto dire loro "ehi, sono qui" ma tanto non avrebbero sentito. Non riuscivano a godersi le cose davvero importanti e le tante meraviglie restavano inosservate dai loro occhi, troppo presi dalla frenesia di raggiungere chissà quali obiettivi. Quando eravamo bambini tutto ci appariva straordinario, e quella sensazione di stupore davanti a cose semplici, ci faceva stare bene. Si rimaneva incantati di fronte allo spettacolo di un tramonto, strabiliati dal volo leggiadro di una farfalla, dal brulicare della vita nei campi, dalle onde che si infrangono sulla battigia. Si rimaneva incantati ad ascoltare in silenzio il rumore del mare o della pioggia, il sibilo del vento.
Come facevano gli adulti a non capire che la vera bellezza è ciò che spontaneamente ci viene offerto. Le cose belle della vita sono semplici e non costano nulla.
I più, crescendo, si dimenticano di quando erano bambini, di quando era facile stupirsi, si dimenticano di quanto fossero stati spontanei, naturali, veri.
Torna bambino ogni volta che puoi e sono certa che il tuo cuore griderà di gioia. Così apprezzerai quelle cose a cui non dai più importanza, non dipenderai più dalle tue finzioni, non avrai catene da portare, sarai padrone di te stesso, libero.
Chi imbroglia gli altri, innanzitutto imbroglia se stesso e avrà sempre un fardello pesante da portare, diventerà dipendente dalle sue stesse finzioni per timore di venire scoperto.
Ricorda, se sei vero sei libero, e libertà è ricchezza.
A rischio di sembrare presuntuosa,anche se non lo sono io mi sento ricca, ma non di denaro, sono ricca di tante cose, di una ricchezza della quale non sono mai sazia. Ho voglia di conoscere, sapere, imparare, ma più di ogni altra cosa ho voglia di stupirmi, meravigliarmi come quando ero bambina.
Auguro a tutti di riuscire ancora a stupirsi, di ritrovare la vostra innocenza, quella di quando eravate bambini che aspettavano il Natale tutto l'anno come solo loro sanno fare, perchè i bambini sanno ancora sognare.
Buon Natale a tutti.
Io non capivo cosa fosse tutto quell'affaccendarsi degli adulti che non avevano mai tempo da dedicare ai propri cari, e sono sicura che anche voi allora ve lo chiedevate.
Eppure,eppure il tempo c'era, chissà perchè loro non riuscivano a trovarlo. Avrei voluto dire loro "ehi, sono qui" ma tanto non avrebbero sentito. Non riuscivano a godersi le cose davvero importanti e le tante meraviglie restavano inosservate dai loro occhi, troppo presi dalla frenesia di raggiungere chissà quali obiettivi. Quando eravamo bambini tutto ci appariva straordinario, e quella sensazione di stupore davanti a cose semplici, ci faceva stare bene. Si rimaneva incantati di fronte allo spettacolo di un tramonto, strabiliati dal volo leggiadro di una farfalla, dal brulicare della vita nei campi, dalle onde che si infrangono sulla battigia. Si rimaneva incantati ad ascoltare in silenzio il rumore del mare o della pioggia, il sibilo del vento.
Come facevano gli adulti a non capire che la vera bellezza è ciò che spontaneamente ci viene offerto. Le cose belle della vita sono semplici e non costano nulla.
I più, crescendo, si dimenticano di quando erano bambini, di quando era facile stupirsi, si dimenticano di quanto fossero stati spontanei, naturali, veri.
Torna bambino ogni volta che puoi e sono certa che il tuo cuore griderà di gioia. Così apprezzerai quelle cose a cui non dai più importanza, non dipenderai più dalle tue finzioni, non avrai catene da portare, sarai padrone di te stesso, libero.
Chi imbroglia gli altri, innanzitutto imbroglia se stesso e avrà sempre un fardello pesante da portare, diventerà dipendente dalle sue stesse finzioni per timore di venire scoperto.
Ricorda, se sei vero sei libero, e libertà è ricchezza.
A rischio di sembrare presuntuosa,anche se non lo sono io mi sento ricca, ma non di denaro, sono ricca di tante cose, di una ricchezza della quale non sono mai sazia. Ho voglia di conoscere, sapere, imparare, ma più di ogni altra cosa ho voglia di stupirmi, meravigliarmi come quando ero bambina.
Auguro a tutti di riuscire ancora a stupirsi, di ritrovare la vostra innocenza, quella di quando eravate bambini che aspettavano il Natale tutto l'anno come solo loro sanno fare, perchè i bambini sanno ancora sognare.
Buon Natale a tutti.
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